Il Tirreno

Livorno

Il report

Livorno dice addio a 472 aziende in 4 anni: ecco i settori più colpiti

di Martina Trivigno
Livorno dice addio a 472 aziende in 4 anni: ecco i settori più colpiti

Lo stato di salute dell’economia del territorio in numeri. Saldo negativo per la manifattura e le agenzie di viaggio

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Frenati dalla pandemia, schiacciati dalle tasse, "superati" dal commercio online. In quattro anni - dal 2020 al 2023 - a Livorno hanno abbassato definitivamente la serranda 472 aziende, di cui 333 nel settore del commercio. È la fotografia scattata dall’Osservatorio Economia Maremma e Tirreno, il nuovo portale della Camera di commercio delle province di Livorno e Grosseto che rappresenta in numeri lo stato di salute dell’economia del nostro territorio.

Prima c’è stata la pandemia, poi le bollette alle stelle legate a doppio filo con gli aumenti dei prezzi di luce e gas e, infine, l’avvento del commercio online. In questo quadro generale, alcune attività commerciali più di altre hanno sofferto, costringendo i titolari a chiudere il bandone una volta per tutte. Analizzando i dati, che sono il risultato delle elaborazioni InfoCamere sui dati del Registro delle imprese, emerge che negli ultimi quattro anni l’emorragia ha riguardato in modo omogeneo più o meno tutti i settori. Certo, nel commercio è più evidente ma è bene precisare anche che le imprese del settore rappresentano la fetta più ampia dell’economia locale in città (insieme alle aziende di servizi). Nel tempo un duro colpo lo hanno subito le aziende specializzate in trasporto e magazzinaggio (-68 unità) così come le aziende manifatturiere (-40) e quelle che si occupano di attività immobiliari (-28). Il saldo è negativo anche per le agenzie immobiliari con 28 attività in meno in quattro anni e anche quelle specializzate in noleggio e agenzie di viaggio (-10).Ma il vero dato positivo (più o meno l’unico) riguarda le attività di vendita alternativa come e-commerce, vendita per corrispondenza, porta a porta e distributori automatici. In Italia, l’utilizzo del canale online per gli acquisti è sempre più in crescita: le vendite, infatti, sono passate da 17,9 miliardi nel 2019 a 35 miliardi nel 2023 (+95,5% i beni e +42,2% i servizi), con l’online che nel 2023 vale ormai il 17% degli acquisti di abbigliamento e il 12% del beauty. 

La riduzione di attività commerciali è più accentuata nel centro: qui, sono sempre meno le attività tradizionali (come carburanti -40,7%, libri e giocattoli -35,8%, mobili e ferramenta -33,9%, abbigliamento -25,5%) e sempre più quelle che offrono servizi e tecnologia (farmacie +12,4%, computer e telefonia +11,8%), oltre alle strutture ricettive (+42%) e bar e ristoranti (+2,3%).

E in una fotografia generale piena di segni negativi, un’eccezione è rappresentata da bar e ristoranti: in questo caso, infatti, il saldo tra aperture e cessazioni di attività è positivo. E non è difficile da comprendere che in quest’ottica il turismo ricopra un ruolo centrale. Anche a Livorno dove nell’ultimo anno gli arrivi sono stati 1,7 milioni (il 2% in più rispetto al 2022): di questi, il 37,2% è rappresentato da turisti stranieri arrivati prevalentemente da Germania, Svizzera e Paesi Bassi, mentre il 62,8% è "made in Italy": toscani perlopiù, ma anche in arrivo da Lombardia e Lazio.

E tra gli altri (pochi) settori che registrano un leggerissimo segno positivo c’è pure quello delle costruzioni soprattutto grazie ai bonus che hanno portato negli ultimi quattro anni alla nascita di nuove aziende anche a Livorno: in questo caso il saldo è positivo, ma soltanto di sei unità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web