Gioco
A “Tarabaralla” l’Oscar del teatro, al Festival "Il Giullare" trionfa la compagnia livornese Mayor
Allo spettacolo della compagnia inclusiva anche il premio della critica.Il regista Giannini: «Un’odissea esibirci e poi tornare per la premiazione. Ma adesso possiamo urlare dalla gioia»
Livorno La compagnia Mayor Von Frinzius di Livorno, con lo spettacolo “Tarabaralla”, si è aggiudicata la sedicesima edizione del Festival Nazionale “Il Giullare – Teatro contro ogni Barriera”, uno dei grandi appuntamenti del teatro. Questa la motivazione del premio assegnato dalla giuria presieduta dal giornalista Nico Aurora: «Per la capacità di rappresentare con forza fra saliscendi del ritmo, carezze e pugni nello stomaco, bastone e carota, il pressapochismo della società odierna. Olistici, completi, un’alternarsi di emozioni recettoriali portate in scena con umiltà e semplicità. Con dedica ai più fragili». E ancora: « Audace e ironico, spericolato e carico di inventiva. Protagonista di impertinenti invenzioni e di incursioni tratrali». “
Tarabaralla – ci vuole coraggio a lasciarsi, spettacolo Mayor Von Frinzius diretto da Lamberto Giannini, Rachele Casali e Silvia Angiolini, ha vinto così anche il premio della critica fondazione “Vincenzo Casillo” all’edizione 2024 del festival Il Giullare di Trani. Ma non solo.
Tutti riuniti a cena a sostenere in diretta Facebook il regista, partito per Trani per assistere alla premiazione, i Mayor Von Frinzius hanno urlato e pianto dalla gioia quando è stato annunciato il premio come miglior spettacolo. Una vittoria che a detta del presentatore è stata “semplice”, in quanto la giuria era totalmente allineata e priva di dubbi. Questo è il terzo spettacolo vinto dalla compagnia a Trani, ed ecco le parole del regista dopo la grande emozione inaspettata:
«I Mayor - spiega Giannini - hanno vinto per la terza volta: 2016, 2018, 2024 il giullare di Trani, e questo anno anche il premio della critica della fondazione Vincenzo Casillo. Gli dei sono bizzosi, ma il Dio del teatro ogni tanto ci protegge . Come puoi chiedere ad un gruppo stremato di alzarsi alla quattro di mattina per andare a Trani, provare, fare lo spettacolo e ripartire all’alba del giorno dopo, beccandosi anche partacce. Sei folle a chiederlo, ma più folli sono quelli che dicono di sì, e abbiamo dovuto dire a malincuore no a qualcuno perché eravamo troppi e non era possibile. Fanno lo spettacolo, volano bravissimi, piccole sprecisioni, venerdì sera una parte di questi a Porto Azzurro e poi il sabato torni e devi andare a Trani per la premiazione, l’aereo dovrebbe atterrare a Bari alle 21, 15. Poi altri 30 minuti di auto e sei a Trani, ma la manifestazione inizia alle 21, giochi sui ritardi endemici dei festival, chiedi al Dio del teatro che l’aereo sia in orario, sali e pronto a partire da Pisa in orario, il comandante dice che si dovrà attendere 40 minuti. Salterebbe tutto, poi recupera in volo, arrivi quando tocca a te e alla fine, può finire tutto questo con l’amarezza? No. Il Dio del teatro interviene e vinciamo per la terza volta “Il Giullare” e anche il premio della critica. Sarebbe stato un ritorno amaro, grazie bizzoso Dio del teatro, e noi oggi urliamo di gioia».
L’estate ancora però non è finita per la compagnia Mayor, che adesso si prepara per la lezione aperta che si terrà il 27 luglio ai Bagni Lido dalle 21 e per la partecipazione ad effetto Venezia, dove si esibirà il 2 agosto con una prova itinerante nel bel mezzo del festival e il 4 agostoin Fortezza Vecchia con in scena lo spettacolo vincitore. Occasione per chi non lo ha avesse fatto di vedere questo piccolo grande capolavoro. l
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