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Vertenza Sms Operations Italia: a Livorno salvi i 31 operai

di Martina Trivigno
Il presidio
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Il presidio

La Tecnomec di Taranto si aggiudica la gara d’appalto e subentra al consorzio Sidep. La Fiom: «Garantito il posto dei lavoratori del sito Eni, ora si lotta per quelli di Rosignano» 

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LIVORNO. «Per noi arriva adesso un raggio di speranza: 31 operai sono salvi, ma la lotta continua per una parte dei colleghi di Rosignano che ad oggi purtroppo non hanno ancora certezze». Alessandro Gaetano, delegato sindacale per la Fiom Cgil dell’azienda Sms Operations Italia, specializzata in manutenzioni meccaniche, tira un sospiro di sollievo. Ma precisa: è ancora presto per esultare. Almeno per due motivi: a distanza di quasi una settimana dal presidio permanente davanti alla raffineria Eni di Stagno, i 42 lavoratori della Sms non hanno visto neppure un euro dei due mesi di stipendio arretrati che spettano loro. E ancora: soltanto una parte dei dipendenti può dirsi in salvo, mentre il destino di una decina di loro è ancora in bilico, appeso a un filo quanto mai sottile.

Mauro Macelloni della segreteria Fiom Cgil della provincia di Livorno è lì con gli operai, sotto quel gazebo allestito davanti all’ingresso della raffineria Eni di Stagno. «Purtroppo la buona notizia riguarda soltanto i lavoratori di Livorno, mentre per quelli di Rosignano la strada è ancora in salita – sottolinea Macelloni – . C’è stata l’assegnazione della gara d’appalto e l’azienda che ha vinto, la Tecnomec Engineering di Taranto, ha subito contattato sia noi che il consorzio Sidep a cui subentrerà, rassicurandoci sul fronte dell’occupazione. Ci sarà da trattare per i salari, ma se l’azienda troverà la disponibilità di Sms per l’attrezzatura ed Eni le darà la possibilità, Tecnomec si dice pronta a entrare nella raffineria già dal 1° agosto con tutti i lavoratori del sito assunti, che sono 31 in totale. Questo significa dare continuità al lavoro e sopratutto garantire loro un futuro. In sostanza si riparte da qui con in mano una soluzione per i lavoratori che sono dentro. Resta, però, il problema dei colleghi di Rosignano che, a oggi, non hanno ancora un’altra azienda committente che faccia questo tipo di proposte nero su bianco».

Resta ancora aperta per tutti, invece, la partita relativa al pagamento degli stipendi, di cui – precisano i lavoratori – non ci sono ancora notizie certe. «Il presidio continuerà almeno fino a lunedì – sottolinea Gaetano – . È stato infatti fissato per quel giorno un incontro decisivo con Sms Operations Italia e le aziende committenti, tra cui Eni, all’Ispettorato del lavoro per discutere della questione e fare in modo che rispondano in solido per quanto Sms non è ancora stata in grado di garantire. Se riusciremo a ottenere anche il pagamento degli stipendi arretrati, potremo dire che la soluzione è stata trovata».

Giovedì pomeriggio la vertenza Sms è approdata in Consiglio comunale, mentre anche la Fiom nazionale fa sentire la sua voce. «Per la Fiom quanto sta avvenendo a Livorno, davanti alla centrale Eni, rafforza l’idea che il mondo degli appalti non va – sottolineano Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom, e Loris Scarpa, coordinatore nazionale settore Petrolchimico per la Fiom-Cgil – . Gli appalti servono solo per fare cassa sui diritti e sulla dignità delle persone».

«Aumentano le vertenze in tutta Italia, negli appalti dei petrolchimici e delle centrali energetiche, dove i lavoratori metalmeccanici tengono in funzione apparati strategici – concludono – . Aumentano situazioni di cambi appalto al ribasso e dove si utilizza in modo errato la transizione energetica, per tagliare occupati. Sono decine le vertenze di questo tipo. Occorre ridiscutere il sistema e mettere al centro i lavoratori. Il governo deve convocare i metalmeccanici nella discussione generale che riguarda la chimica e l’energia, settori dove i metalmeccanici svolgono attività strategiche e su cui si tagliano costantemente i costi con ricadute sui lavoratori. Sono tra i 18 e 20mila i metalmeccanici nel settore e impegnanti in singole vertenze».l


 

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