Il Tirreno

Livorno

L'intervista

Livorno, Dotto l’ex commissario security manager: «Lo faccio per i giovani, punto su amore e bellezza»

di Luca Balestri
Livorno, Dotto l’ex commissario security manager: «Lo faccio per i giovani, punto su amore e bellezza»<br>

Una vita in polizia e le simpatie No-Vax sui social. Il piano per città: «Il senso di insicurezza è percepito dappertutto, ma va rispettato. Nei quartieri a parlare con la gente e capire»

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LIVORNO «Piazza Garibaldi è stata conquistata dagli spacciatori. Dobbiamo essere in grado di riconquistarla. Si può fare con la forza, ma non è il nostro compito. Noi dobbiamo ascoltare le persone. Voglio portare esperienza, buonsenso, amore». Si presenta il nuovo security manager, l’ex commissario della Digos Giampaolo Dotto, una vita in questura e simpatie No-Vax che esterna sui social. Appena svelato il suo nome, ironizza: «Solo a Livorno un ex sbirro parla d’amore».

Oltre a piazza Garibaldi, quali altre zone sono pericolose a Livorno?

«Per saperlo devo fare un giro nei vari quartieri e parlare con la gente. Eventi come Garibaldissima aiutano i quartieri a rivivere».

A Livorno le emergenze sono i furti in case e degli scooter. Lavorerete su questo aspetto?

«Prima rubavano le biciclette. Ora si rubano i motorini (ride, ndr) . Qualsiasi cosa si faccia, ci sarà qualcuno che dirà che non va bene e altri che saranno soddisfatti. È vero che ci sono queste emergenze, com’è vero che ci sono delle leggi da rispettare. Sarebbe bello prendere un ladro subito, ma ci sono delle leggi».

A Livorno la percezione di insicurezza è solo percepita o è concreta?

«L’insicurezza è percepita dappertutto. Ma va rispettata. Se il cittadino ha un disagio perché gli devo dire che il suo disagio non corrisponde alla realtà? Se a qualcuno hanno rubato in casa, non gli si può andare a parlare di dati. Dobbiamo lavorare sulle emozioni. Io potrei anche dire che risolverò tutto, ma non è così. Questo è un progetto a lungo termine, e dobbiamo parlare con le persone, perché i suggerimenti sono importanti. Le paure delle persone sono importanti e vanno ascoltate».

Si è già confrontato con chi ha ricoperto questo ruolo altrove?

«Penso ci sia solo Franco Gabrielli (ex capo della polizia, ndr) , ma è irraggiungibile».Quale sarà il suo rapporto con Polizia municipale e Protezione civile?«Dobbiamo ancora stabilirlo. Ne parleremo: non vedo l’ora di discuterne con loro».

Nella veste di security manager, per cosa vorrà essere ricordato?

«A me piace fare del bene. A volte è complicato, ci sono sempre ostacoli, perché alle persone non gliene frega nulla. Non sono un samaritano, ma va data un’opportunità a tutti. Dobbiamo dare una prospettiva soprattutto ai ragazzi, fare qualcosa per loro. Dobbiamo puntare sulla bellezza: se una persona riesce a vedere le situazioni con serenità, vede tutto con occhi diversi»

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