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Livorno

Giustizia

Procuratore capo di Livorno, c’è il nome: Maurizio Agnello scelto all’unanimità. Chi è e la carriera del magistrato

di Stefano Taglione

	Il magistrato Maurizio Agnello
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Il magistrato Maurizio Agnello

Per la conferma serve l’ok del Plenum del Consiglio superiore. Al momento è procuratore aggiunto a Trapani e in passato ha lavorato alla Dda di Palermo

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LIVORNO. Il Csm ha scelto Maurizio Agnello come nuovo procuratore di Livorno. La quinta commissione del Consiglio superiore della magistratura – che si occupa del conferimento degli uffici direttivi e dei posti in organico che comportano l’esercizio delle funzioni semidirettive – si è espressa all’unanimità verso il procuratore aggiunto di Trapani, 57 anni, che lavora nella procura del capoluogo di provincia siciliano dalla fine del 2018 e precedentemente, nell’ambito della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, ha coordinato alcune importantissime inchieste sui favoreggiatori dell’ex superlatitante Matteo Messina Denaro, arrestato nel gennaio dell’anno scorso e morto il 25 settembre successivo, e sui nuovi boss di Cosa nostra palermitana. A Trapani Agnello – che nella sua vita ha indossato pure i panni dello scrittore, pubblicando quattro romanzi che hanno come protagonista un sostituto procuratore molto sui generis, Fabio De Falco, “Un filo sottile”, “Verità ingannevoli” e “Il ritratto del demone” e “Soldatini ribelli” – ha svolto anche il ruolo di reggente.

Ora parola al “Plenum”

Per la conferma dell’incarico, che appare quindi molto probabile, servirà tuttavia la ratifica del Plenum, l’organo cui spetta il potere di assumere la decisione finale e del quale fanno parte tutti i componenti del Consiglio superiore della magistratura. Dopodiché la nomina sarà ufficiale. Al momento, al timone della procura, dall’ottobre scorso in qualità di facente funzione c’è il pubblico ministero Massimo Mannucci, che ha preso il posto di Ettore Squillace Greco – 67 anni e originario di Siderno, in provincia di Reggio Calabria – scelto nell’autunno scorso come procuratore generale della corte d’appello di Firenze. I tempi di insediamento, se dovesse essere confermata la decisione della quinta commissione, non sono ancora certi: Agnello potrebbe arrivare dopo l’estate. Tutto dipenderà da quando (e naturalmente come) si pronuncerà il Plenum.

Gli altri nomi

Agnello, dato da mesi come favorito per prendere il posto di Squillace Greco, non era il solo ad ambire alla guida della procura labronica, dove – oltre a Mannucci – sono in servizio i pubblici ministeri Antonella Tenerani, Giuseppe Rizzo, Alessandra Fera, Ezia Mancusi, Sabrina Carmazzi, Pietro Peruzzi e Niccolò Volpe. In lizza figuravano anche Alessandro Pepè, sostituto alla procura di Monza dove lavora dal 2000, che con l’aggiunto trapanese ha in comune la passione per la scrittura: dopo il lockdown ha pubblicato il suo libro “Quattro soldi a Battimuro”, che gli è valso il “Premio Acqui Edito & Inedito 2022” per la sezione “Inedita narrativa”. C’era poi un gruppo di candidati toscani, a cominciare da Armando Mammone, sostituto procuratore a Oristano, dove è stato anche reggente e per anni nella nostra regione, al tribunale di Grosseto, all’interno dell’ufficio del giudice per le indagini preliminari. Poi Giuseppe Ledda, sostituto procuratore a Firenze, Fabio Di Vizio – stesso ruolo, sempre nella procura del capoluogo toscano – Giancarlo Dominijanni, pm a Pisa, e infine Antonio Mariotti, pubblico ministero a Lucca.

Squillace a Firenze

Squillace Greco, dall’ottobre scorso, è il procuratore generale della corte d’appello di Firenze. Nei mesi scorsi, tuttavia, c’è stato un colpo di scena. Il Tar del Lazio, infatti, aveva annullato la nomina. Il ricorso era stato proposto dal procuratore facente funzione di Lodi, Maurizio Romanelli, che aveva contestato un esame non esatto del proprio curriculum da parte dell’organo di autogoverno della magistratura. Secondo i giudici «tale circostanza risulta pacificamente dagli atti e non è stata contestata dal Consiglio superiore della magistratura, che ha osservato che effettivamente il curriculum del ricorrente era stato delineato in maniera inesatta». Un mese fa, il Csm, ha ripetuto la votazione confermando a maggioranza la nomina del magistrato calabrese (con tre astenuti: i laici Claudia Eccher della Lega, il forzista Enrico Aimi e Isabella Bertolini in quota Fratelli d’Italia). Squillace Greco, poco meno di un anno fa, era stato in lizza anche per guidare la procura di Firenze, ruolo per il quale è stato poi designato Filippo Spiezia, ex rappresentante dell'Italia e vicepresidente dell’Eurojust (l’agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale). 

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