Il Tirreno

Livorno

Caos alle Sorgenti

Livorno, tocca il fondoschiena a una donna e un suo amico lo massacra di botte

di Stefano Taglione
Il bar Biondi
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Il bar Biondi

Violenza fuori dal bar Biondi: l'uomo è finito in ospedale colpito con un tirapugni. Ferito anche un residente che, poco dopo, si era lamentato con alcuni avventori del sangue sul portone del condominio accanto

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LIVORNO. Avrebbe appoggiato le mani sul fondoschiena di una donna dopo aver fatto una scommessa con alcuni amici fuori dal bar Biondi. Peccato che poco dopo, un amico di quest’ultima, lo abbia raggiunto fuori dal bar e colpito con un tirapugni. Mandandolo al tappeto e continuando a picchiarlo con dei calci, prima di allontanarsi. Tanto che è stato necessario il trasporto al pronto soccorso.

È stato un pomeriggio di caos quello che si è vissuto nei giorni scorsi in via delle Sorgenti, all’esterno del bar gestito da anni da una famiglia cinese. La vittima – l’autore di quella che potrebbe essere qualificata come una violenza sessuale se la vittima decidesse di sporgere querela – è un cinquantaquattrenne livornese, accompagnato in ospedale da un’ambulanza della Svs di via San Giovanni, intervenuta sul posto insieme all’automedica e a un secondo mezzo di emergenza della Misericordia di via Verdi.

Ma non è finita qui. Perché a essere coinvolto, dopo che si era lamentato per le evidenti tracce di sangue di fronte al locale e quindi anche all’ingresso del suo condominio che si trova lì accanto, è stato anche un vicino di casa di 48 anni che, secondo quanto appreso, sarebbe stato accerchiato da tre persone (due uomini e una donna) e colpito con uno schiaffo e una bottiglia di birra da mezzo litro ancora piena. «Stavo uscendo fuori con mia figlia di 14 anni – le parole del residente – quando ho visto le tracce ematiche pure sullo scalino e sul portone del palazzo. Purtroppo capita spesso che le persone fuori da casa mia si ubriachino, facendo confusione. Ho solo chiesto alla gente che si trovava fuori dal bar di rispettare le regole».

La doppia aggressione si è consumata poco dopo l’ora di pranzo. Il cinquantaquattrenne, l’uomo che avrebbe accettato la scommessa finendo per essere massacrato di botte, al pronto soccorso non ricordava bene nemmeno i nomi dei suoi amici, giustificando le amnesie per i forti dolori alla testa e per le lesioni riportate. L’aggressore, dall’apparente età di circa 50 anni, potrebbe comunque essere identificato, anche perché al fatto hanno assistito diverse persone. Dell’indagine si occuperà la polizia di Stato, subito intervenuta con le volanti dopo la chiamata al 112.

Il residente, invece, sarebbe stato picchiato prima da una donna (che gli avrebbe sferrato uno schiaffo) e poi da altri due uomini, con uno di loro che gli avrebbe tirato la bottiglia di birra in testa, ed è stato dimesso dal pronto soccorso con una prognosi ospedaliera di otto giorni. «Appena mi sono presentato al bar – prosegue l’uomo – un avventore mi ha risposto “Fatti i ca*** tua, sennò vengo e ti ammazzo”. Infatti, poco dopo, mi hanno raggiunto in tre picchiandomi. È la prima volta che mi succede una cosa del genere, ma adesso dopo questi tumulti nel locale queste persone non le vedo più, c’è un silenzio incredibile, sono tutti spariti. Speriamo che sia l’inizio della pace: della questione, facendolo scendere in strada per verificare di persona la situazione, ho interessato anche l’amministratore di condominio».

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