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Livorno, la vertenza Sms arriva in consigio comunale: «Individuato nuovo appaltatore»
Prosegue a oltranza il presidio dei 42 dipendenti davanti alla raffineria di Stagno. Mirabelli: «L’azienda che subentrerà ha già preso contatti con il consorzio»
Livorno «È stato individuato un nuovo appaltatore. L’impresa che subentrerà a Sms Operations Italia ha già preso contatto con il consorzio Sidep e con le rappresentanze sindacali per le attività connesse al cambio d’appalto». Così l’assessore al Lavoro, Federico Mirabelli, ieri in Consiglio comunale. Mentre i 42 lavoratori dell’azienda specializzata in manutenzioni meccaniche, 18 dei quali impegnati nella raffineria Eni di Stagno, portano avanti il presidio, il Consiglio comunale esprime loro solidarietà.
Tra i primi a mostrarsi accanto ai lavoratori, in assemblea permanente perché non hanno ricevuto gli ultimi gli ultimi due stipendi e si apprestano a non ricevere neanche il terzo, è l’assessore al Lavoro Federico Mirabelli. «Fin da subito, attraverso una presenza al presidio, abbiamo espresso solidarietà e vicinanza alla città», dice l’assessore. Che comunica anche le azioni che l’amministrazione intraprenderà per tutelare la loro «dignità». Dopo aver incontrato a Palazzo civico i sindacati di categoria dei metalmeccanici, insieme alla Rsu, e alla sindaca di Collesalvetti Sara Paoli, l’amministrazione ha deciso di esercitare la sua influenza. «Ci siamo attivati subito per un confronto sia con la Sms che con Eni, esercitando un’opera di persuasione per individuare una soluzione positiva – continua Mirabelli – . L’impresa Sms è parte del consorzio Sidep e non ha rapporti diretti con Eni e la raffineria. E la raffineria Eni di Livorno ha un contratto con il consorzio Sidep, a cui Eni ha corrisposto regolarmente tutti i pagamenti dovuti».
E secondo quanto spiegato da Mirabelli, i vertici della raffineria Eni si sono mostrati solidali con gli operai, ma hanno espresso anche «un certo turbamento in quanto non hanno alcuna responsabilità in questa vicenda, avendo pagato quanto dovuto ma, nel contempo, trovandosi esposta a un danno di reputazione».
Ma la solidarietà in Consiglio comunale non è l’unico aspetto che unisce: i consiglieri non pensano che Eni non possa fare niente per sbloccare la situazione. Aurora Trotta (Livorno popolare) sottolinea che «Eni è un ente di rilievo nazionale. Ha dato la concessione nel suo sito a ditte che fanno cosa vogliono. Se Sms non può ottemperare al pagamento degli stipendi, può farlo Eni». Le fa eco Stella Sorgente (M5S): «Faremo il possibile per far sì che Eni si faccia carico di quanto dovuto ai lavoratori». E da destra Carlo Ghiozzi (Lega) promette che «si può fare qualcosa a livello parlamentare per la tutela dei lavoratori». Anche contattando i ministeri, precisa Marcella Amadio (FdI): «A livello governativo abbiamo molti contatti con Eni». Anche i consiglieri di maggioranza propongono delle soluzioni. «L’anno scorso Eni ha fatto 8,2 miliardi di euro di profitto, ci sono gli estremi per attivare la responsabilità sociale», dice Denise Bertozzi (Avs). «Supportiamo qualsiasi iniziativa che l’amministrazione metterà in atto per la giustizia sociale», chiosa Michela Castellani (Protagonisti per la città). l
L.B.
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