Gioco
Livorno, ecco la Nuova Palladiana in via Grande: tra gli operai durante la posa
Sistemate le prime piastrelle in via Cogorano per arrivare fino alla libreria. Il sindaco Salvetti commenta soddisfatto «Dopo aver seminato è tempo di raccogliere i primi frutti del bello»
LIOVOENO. Ore 9, 30: tre operai e due responsabili del controllo lavori della ditta Frangerini sono in via Cogorano, lato farmacia comunale. La prima lastra di nuova palladiana denominata Livorno, dalla lunghezza di 122 per 88 centimetri e spessa 3, viene posata. Quando poco dopo verrà accostata la seconda, seguendo il reticolato di filo a piombo che fa da guida e già sistemato sul massetto per garantire di procedere con una pavimentazione perfettamente in piano, si puo’ cominciare a capire vagamente l’effetto che fa. È l’inizio del primo stralcio, prima di arrivare all’angolo con la vetrina della libreria Giunti. Tratti non molto sviluppati ogni volta, che non superano i venticinque metri, per essere «il meno invasivi possibile nei confronti degli esercizi commerciali». È solo la parte più centrale quella fatta a palladiana, un prodotto semi artigianale pensato dall’unione di cemento, resine e componenti naturali. Perché ai lati sarà rifinita con una cornice in travertino. Più stretta verso le vetrine dei negozi, più larga dalla parte del colonnato. Entro quattro o cinque giorni lavorativi, si arriverà alla porta d’ingresso della farmacia. Un inizio lento, che col passare dei giorni procederà con maggiore velocità.
Le maestranze, intanto, devono prendere confidenza con misure inusuali, con le colle edilizie e i tempi di preparazione diversi, la stesa a terra e sotto le lastre. Che vanno tenute in posizione verticale da almeno due uomini, mentre un terzo applica l’impasto. E infine, adagiare il pesante manufatto con delicatezza. Fino a far combaciare il pezzo con gli altri, e aver assestato qualche colpetto con martelli di gomma e pulire immediatamente nel caso ci sia traccia di sporco. Ogni sera, fino a che ciascun lotto non verrà completato e giudicato agibile, si renderà impossibile l’accesso pedonale chiudendo il cantiere, impedendo l’involontario calpestamento che potrebbe precludere la messa a dimora della pavimentazione. Serve infatti che il cemento sotto asciughi. I due bancali di piastrelle già arrivati, basteranno quindi fino a inizio settimana prossima, quando, per dare continuità ai lavori, comincerà anche l’accantieramento con demolizioni della vecchia superficie e successiva preparazione dei piani di posa, proseguendo dal Pam fino alla gioielleria Banchieri.
Nel frattempo, saranno arrivate altre “mattonellone” con quel fondo a sfumatura grigia che secondo il progetto di Ipostudio, caratterizzerà la parte di via Grande, su ambo i lati, in prossimità della piazza. E mentre un dottore della farmacia, guarda dall’interno, arriva Federico Mirabelli. L’assessore ai lavori pubblici, giunge quando “i pezzi” a terra sono due. Comincia a domandare. Si china, ne accarezza uno per sentire al tatto quanto possa essere liscio. Sembra soddisfatto dopo i ragguagli e commenta. «Una moderna palladiana che già con poche lastre, rende il senso di quel che sarà una volta che sarà tutto terminato. Vado adesso ad un incontro con le associazioni di categoria (Confcommercio e Confesercenti, ndr) per manifestare la grande attenzione dell’amministrazione per questi lavori, portando avanti il rispetto dei tempi previsti e non mortificare i commercianti che ovviamente, subiranno a turno un disagio che però sarà ampiamente ricompensato».
Una via Grande tutta rifatta guardando al decoro di una città intera tiene a ribadire, ma anche per tutti quelli che in questa strada ci lavorano e chi ci abitano. «L’incuria porta degrado. Se una zona la si riqualifica radicalmente, oltre a una manutenzione ordinaria che spetta al comune, ogni cittadino avrà premura nella conservazione di un bene pubblico come questo. Verrà insomma anche meno naturale gettare cartacce e cicche a terra, ci sarà più attenzione a raccogliere le deiezioni dei nostri amici a quattro zampe». Passa il sindaco che a bordo dell’auto, fa accostare. Vinto dalla curiosità, anche se lo attendono a una riunione, scende: osserva, sorride, ed è lapidario mentre torna verso il mezzo. «La semina per una Livorno più bella è cominciata da tempo. Piano piano, raccoglieremo i frutti».
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