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Livorno, a Villa Letizia fra i neo-diplomati: «La logistica? È il nostro domani»

Livorno, a Villa Letizia fra i neo-diplomati: «La logistica? È il nostro domani»<br>

L’università apre le porte per la giornata dedicata all’orientamento degli studenti. Chi ha concluso il percorso: «Al porto di Barcellona per mettere in pratica gli studi» 

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Livorno «La logistica è il nostro futuro, ciò su cui dobbiamo puntare». Una quarantina di ragazzi freschi di diploma ha fatto tappa ieri a Villa Letizia. L’occasione è arrivata durante l’Open day, la giornata di orientamento universitario, del Polo dei sistemi logistici dell’Università di Pisa. Anzi, di Livorno: la facoltà di logistica, infatti, è una delle poche che l’università pisana ha deciso di dislocare a Livorno. E quest’anno questa scelta compie 18 anni. «Non so ancora cosa farò, ma voglio continuare gli studi», precisa Nicola Capecchi che ha frequentato l’istituto Attias, indirizzo commerciale. Vuole studiare, ma il giovane sogna anche altri lidi: «Voglio continuare con la mia radio che ho aperto a gennaio», precisa.

Oggi i giovanissimi di sogni ne hanno tanti e studiare all’estero rientra tra questi. E la facoltà di logistica, con il programma Erasmus, questa opportunità la offre. «Le mie insegnanti delle superiori mi hanno consigliato scienze della comunicazione, ma a me piacciono sia l’economia che la logistica. Ecco perché sono qui», sottolinea Anastasia Quochi, che avendo studiato al liceo Enriques, indirizzo linguistico, spera «di fare un’esperienza all’estero durante l’università». Le idee ancora più chiare le ha il suo ormai ex compagno di classe, Giorgio Bonsignori. «Conosco bene l’inglese e lo spagnolo, quindi all’estero mi piacerebbe avere un’esperienza in Inghilterra o in Spagna – racconta – . Mio nonno lavorava nella logistica e mio padre e mio zio sono dirigenti d’azienda. Se frequento questa facoltà, sicuramente quando esco ho subito un lavoro».

E all’estero si può anche lavorare, sempre durante il periodo universitario. Lo testimonia Giada Marconi, la miglior laureata dello scorso anno accademico. «Abbiamo fatto un percorso di collaborazione con degli enti europei e quindi abbiamo fatto visita al porto di Barcellona, dove abbiamo messo in pratica quanto studiato all’università, per quanto riguarda l’imbarco e lo sbarco», sottolinea. Ma quindi, la logistica cos’è? Ai ragazzi lo ha spiegato, tra gli altri, Marco Frosolini, docente di Logistica industriale e logistica 4.0. «Quando parlo di logistica mi piace paragonarla al sistema cardiocircolatorio del corpo umano. Come nel nostro corpo, anche il settore logistica se non c’è una buona distribuzione delle funzioni ben definita, non funziona -spiega l’ingegnere-. La logistica è il sistema di informazione di tutto il materiale che circola nel mondo».

Giurisprudenza, economia, ingegneria e informatica: le competenze che si acquisiscono studiando a Villa Letizia non sono poche. E in un mondo in continua evoluzione sono più che necessarie. Anche e soprattutto in vista del lavoro: secondo i dati elaborati dal dipartimento di logistica, una volta laureato, con la laurea triennale, ci vogliono solo tre mesi e mezzo per trovare lavoro. Ma la maggior parte dei ragazzi che si laurea vuole poi continuare a studiare, alla magistrale. Così ha fatto il 42% di chi ha frequentato la triennale di logistica, non contando un ulteriore 9% di studenti-lavoratori alla magistrale. E in città, per fare logistica, c’è chi arriva da fuori. È il caso di Leonardo Filippi, appena uscito dall’Iti Meucci di Firenze, dove il suo percorso di studi è stato proprio l’indirizzo di logistica. Accompagnato dal padre, per il neodiplomato iscriversi a questa facoltà «è il percorso naturale. Tra la parte di ingegneria e quella d’economia, nel settore della logistica preferisco la seconda. Mi trasferirò a Livorno per studiare». Non vede l’ora di venire a vivere in città, «anche perché qui c’è il mare». E se Leonardo viene dal capoluogo toscano, c’è chi stando a Livorno da tutta la vita ha scoperto solo da pochi giorni l’esistenza. «La logistica, come questo polo, mi è sconosciuta. Ma ero curioso di venire per capire gli sbocchi lavorativi», dice Lorenzo Gnudi. l

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di Redazione web