Il Tirreno

Livorno

La decisione

Caprilli, la rivolta dei fantini: ora medico e due ambulanze all'ippodromo di Livorno

di Stefano Taglione
Alessio Lenzi (foto Enrico Querci)
Alessio Lenzi (foto Enrico Querci)

Da domenica 14 luglio Sistema cavallo aumenta il numero di sanitari. Migliorano le condizioni di salute di Alessio Lenzi

10 luglio 2024
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LIVORNO. Un’ambulanza in più dopo il gravissimo incidente di cui è stato vittima Alessio Lenzi, il fantino livornese di 23 anni caduto durante la terza gara di domenica scorsa al Caprilli e travolto da almeno due cavalli. È la misura di sicurezza aggiuntiva annunciata dal responsabile di Sistema cavallo, Silvio Toriello, a capo della società che gestisce l’ippodromo comunale. Un secondo mezzo di emergenza, per altro non obbligatorio, di cui si occuperà il gestore a sue spese, in più a quello già presente della Croce rossa con a bordo un medico. Il giovane atleta, categoria gentlemen, è ricoverato in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell’ospedale a causa di «fratture multiple al volto (alla mandibola, al naso e sui denti), la rottura di due legamenti del collo e la frattura di una vertebra cervicale», rivela il padre Gian Matteo Lenzi, che ha criticato duramente il sistema dei soccorsi previsto dal ministero nell’ippodromo labronico, e di conseguenza, anche le dotazioni minime obbligatorie per la sicurezza degli sportivi previste in tutti gli impianti ippici italiani. «Se non fosse stato per sua sorella che, per prima, gli ha liberato le vie aeree sarebbe morto», le parole del babbo poche ore dopo la tragedia.

L’incidente

Lenzi, atleta molto esperto nonostante la giovane età, è caduto poco dopo la curva sotto allo stadio, dalla parte opposta rispetto alla partenza. «Le cause dobbiamo ancora comprenderle – spiega il padre – non so se la sua cavalla sia scivolata a causa del terreno bagnato, visto che poco prima aveva piovuto, o a seguito di un contatto. Non ho nemmeno il coraggio di vedere il filmato, ma chi lo ha guardato mi ha detto che pensava che mio figlio fosse morto sul colpo. Se fosse rimasto a testa in su, sicuramente, sarebbe deceduto. È caduto su un fianco, per fortuna, e mia figlia è riuscita a muovergli la lingua evitando che morisse soffocato». Dopo aver corso le prime due gare, classificandosi rispettivamente ottavo e decimo, Alessio stava disputando anche la terza: era in seconda posizione e stava montando la cavalla Aussi Mandate prima della tragedia. I soccorsi, con i familiari scesi dalle tribune, sono stati immediati. Poi, una volta finita la gara, dopo qualche minuto è sopraggiunta pure l’ambulanza di servizio, quella della Croce rossa, col medico di Sistema cavallo. Dopodiché, prima del trasporto in ospedale in codice rosso, c’è stato il “rendez vous” con l’ambulanza della Misericordia di via Verdi, con a bordo i volontari, e con l’automedica dell’Asl col medico e l’infermiere del 118.

La rabbia

Un episodio che ha scatenato la rabbia delle associazioni di categoria. Con in testa Andrea Picchi, presidente dell’Agri, l’associazione gentleman rider Italia, membro anche nella consulta al ministero con l’associazione nazionale del galoppo. «Sono molto soddisfatto della decisione di Toriello – spiega – perché dà un segnale fondamentale, lo ringrazio. Sottolineo, in ogni caso, che lo fa a sue spese, non è obbligato da nessuno. Questo è il problema: il ministero dovrebbe prevedere una dotazione minima di sicurezza negli ippodromi, dove si disputano sport estremi come ad esempio il motociclismo, con personale specializzato nel soccorso emergenziale. Il medico che era al Caprilli domenica scorsa, una persona squisita e sicuramente un professionista molto preparato, era un pensionato e non era specializzato come un collega che, per il 118, ci lavora. Non è colpa sua, né di Toriello: il problema è il sistema. Serve un’unità in grado di intubare, rianimare subito: non un’ambulanza che non può neanche accompagnare i fantini in ospedale perché deve aspettare quella del 118. Noi abbiamo chiesto anche un equipaggio mentre facciamo gli allenamenti mattutini, visto che in questo caso il ministero non prevede nulla, eppure usciamo per 45 minuti o un’ora e mezza con i cavalli e la vita la rischiamo anche in quella circostanza».

«Faremo sciopero»

Se le richieste non saranno accordate «potremo organizzare anche uno sciopero nazionale, siamo tutti compatti, anche le associazione dei fantini sono con noi», prosegue Picchi. La richiesta, indirizzata al ministero, è quella di obbligare i gestori degli impianti a prevedere un sistema di soccorso sanitario migliore. Con unità mobili di rianimazione e non con un’ambulanza con i volontari e un medico. «Da quest’anno proprio da Roma – conclude il presidente dell’associazione – hanno indicato ambulanze veterinarie per i cavalli con attrezzature ben precise, che se non ci sono l’ippodromo non può aprire. Le stesse misure di sicurezza vanno adottate anche per i fantini». l

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