Il Tirreno

Livorno

Politica

Livorno, l’attacco di FdI al veto sulla vicepresidenza del consiglio a Perini: «Salvetti non è stato istituzionale»

di Luca Balestri
Livorno, l’attacco di FdI al veto sulla vicepresidenza del consiglio a Perini: «Salvetti non è stato istituzionale»

Polemiche di Fratelli d’Italia per il no all’elezione del consigliere. Amadio: «Mai visto un sindaco fare una cosa simile »

08 luglio 2024
2 MINUTI DI LETTURA





Livorno «Sono stata in consiglio comunale per 20 anni e non ho mai visto un sindaco andare contro l’elezione di un vicepresidente del consiglio comunale di opposizione». La consigliera di Fratelli d’Italia Marcella Amadio definisce «uno scandalo» quanto successo venerdì in aula. Alle opposizioni, per prassi, spetta una vicepresidenza del consiglio. Il centrodestra aveva proposto Alessandro Perini per il ruolo «ma il sindaco Salvetti ha detto che sarebbero andati bene tutti tranne lui», continua Amadio, all’unisono con i consiglieri meloniani Perini e Alessandro Palumbo, che spiegano perché il sindaco ha posto il veto: «Salvetti non ha tenuto un comportamento istituzionale. C’è antipatia verso Perini, dovuta all’opposizione che ha portato avanti nei cinque anni passati», chiosa Amadio.

E Perini entra ancor di più nello specifico: «Ho scoperto le palestre date agli amici, i mancati pagamenti dell’affitto delle case dei babbi dei dirigenti Pd, le nomine del Comune uscite in anticipo prima della pubblicazione dei bandi. Hanno sempre cercato di intimorirmi, ma Salvetti non riesce a mettermi in catene». Davanti ai veti, quindi, il centrodestra si è dimostrato compatto: «Abbiamo la schiena dritta, quando è stato messo il veto su Perini non abbiamo ceduto al ricatto, e siamo rimasti sul nome che avevamo proposto. Non accettiamo veti da Salvetti», dicono i consiglieri.

Inoltre Palumbo svela che «dal Pd mi hanno chiesto di candidarmi, ma non ho accettato». La vicepresidenza è andata alla consigliera Costanza Vaccaro, di Alternativa popolare. «Al di là del vulnus democratico, cioè la mancanza di una vicepresidenza del consiglio per l’opposizione, Vaccaro si è mostrata per quello che è: un’interlocutrice del Pd. È stata eletta solo con i loro voti». E nonostante abbia fatto la campagna elettorale contro la destra per prenderne i voti, «ora sta seguendo lo stesso percorso politico di Pier Ferdinando Casini. Come il senatore, anche lei ha iniziato nell’Udc e presto approderà nel Pd. Vaccaro è la Casini livornese».

Primo piano
Allarme criminalità

Dietro ai roghi di Prato la “guerra delle grucce”: un affare da cento milioni di euro

di Paolo Nencioni