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Livorno

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«Entro ora, poi firmo il contratto». Così da cinque anni occupa una casa a Livorno

di Stefano Taglione
«Entro ora, poi firmo il contratto». Così da cinque anni occupa una casa a Livorno

Una donna di 44 anni, coi figli, non ha più lasciato un appartamento di via Garibaldi Il proprietario: «Elettricità staccata, ma si è attaccata abusivamente al contatore»

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Livorno Aveva preso accordi con una sua conoscente, una quarantaquattrenne livornese con due figli piccoli, per stipulare un contratto di locazione per il suo appartamento di via Garibaldi. Era il 2019 quando il proprietario – un quarantunenne che era residente proprio in quella casa, molto grande e tale da consentire la coabitazione di due famiglie – è venuto incontro alle pressioni della donna, giustificate dall’urgenza di dare un tetto ai bambini, facendola entrare prima di stipulare il contratto. Ma purtroppo, dopo un iniziale rimborso di qualche bolletta, lei ha occupato l’immobile, si è rifiutata di firmare il contratto ed è lì da cinque anni senza pagare nulla. Impedendogli di rientrare in possesso della sua dimora.

«Dopo il distacco del contatore della luce da parte dell’Enel per morosità, questa persona si è allacciata alla linea elettrica bypassandolo, motivo per il quale l’abbiamo denunciata per furto di energia elettrica, oltre che per danneggiamenti e occupazione abusiva – sottolinea l’avvocato del quarantunenne, il livornese Daniele Andreini – e il mio cliente non sa veramente più come fare, ci siamo appellati a tutti, anche al sindaco Luca Salvetti, mentre a livello di iniziative giudiziarie, purtroppo, si è aperto un processo civile per occupazione senza titolo dinanzi al tribunale civile con due rinvii dell’udienza di sei mesi in sei mesi, facendo passare tempo prezioso per il mio assistito e con un processo penale dinanzi al giudice di pace per occupazione abusiva. Purtroppo ad oggi tutte le iniziative intraprese non hanno condotto ad alcun esito».

L’uomo, fra l’altro, si è dovuto trasferire a casa della madre, tornando ad abitare con lei come in gioventù. Il motivo? L’appartamento di via Garibaldi sarebbe pure mal frequentato «e i condomini sono disperati, hanno chiamato più volte la polizia, ma purtroppo gli agenti possono fare ben poco ogni volta che intervengono. Una donna che abita al piano di sotto mi ha confidato di essere disperata, perché ha paura a vivere lì e non riesce a vendere la casa perché le offrono prezzi ridicoli rispetto a quello di acquisto», prosegue il legale.

«Ero colpito dalla sua situazione, dalle sue difficoltà, dai figli piccoli che doveva accudire – spiega nella denuncia presentata in procura il proprietario dell’immobile – così ho deciso di venirle incontro, facendola entrare in casa prima della stipula del contratto. Poi non ha voluto firmare alcunché, non ottemperando al pagamento di nessuna bolletta, rifiutandosi di uscire. Nonostante avessimo staccato l’elettricità, a noi ancora intestata, abbiamo poi scoperto che all’interno dell’appartamento la luce c’era, accertando che era stato manomesso il contatore». L’uomo si è accorto che l’elettricità c’era perché, incredibilmente, nonostante il distacco dell’Enel il televisore era acceso.

«C’è anche la percezione da parte dei condomini – si legge ancora nella querela – che all’interno dell’abitazione si consumino dei reati». Una situazione, naturalmente, segnalata dai vicini e dal proprietario non soltanto alle forze dell’ordine, ma anche all’amministrazione di condominio, oltre che agli assistenti sociali ed all’assessore alle politiche sociali, Andrea Raspanti, per la presenza di due minori. «Ormai da anni, nell’immobile – si legge nella lettera inviata da Andreini a sindaco, assessore e servizi sociali – avvengono episodi che non possono che far presumere che all’interno dello stesso vengano commessi reati, certamente ancora (nonostante due querele depositate in procura) commessi alla presenza dei due figli minori della donna».

«Di notte il condominio si trasforma in un vero e proprio Far west, con urla, liti, macchie di sangue per le scale – spiega ancora il proprietario – con un viavai continuo di persone che entrano liberamente in quanto il portone viene sistematicamente rotto per permettere il libero accesso». Purtroppo, però, la giustizia è ferma: da cinque anni l’appartamento è occupato, pur senza il contratto di comodato d’uso gratuito precedentemente pattuito, dalla donna. Che di lasciarlo, evidentemente, non ne ha alcuna intenzione. «E per il momento, di sgomberi, non se ne parla», conclude arrabbiato il proprietario. l

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