Il Tirreno

Livorno

L'intervista

Marco Guercio e la costruizione del campo largo a sinistra: «Aprire a 5 Stelle e BL, Livorno sia un modello»

di Federico Lazzotti
Marco Guercio e la costruizione del campo largo a sinistra: «Aprire a 5 Stelle e BL, Livorno sia un modello»<br type="_moz" />

l coordinatore di Sinistra Italiana traccia la rotta: «In consiglio tante energie nuove che daranno slancio alla città Il coordinatore di Sinistra Italiana traccia la rotta Magnani e Bertozzi sono due eccellenze Regionali? Non ci penso»

07 luglio 2024
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Livorno Marco Guercio, avvocato e segretario livornese di Sinistra italiana, è uno dei registi del modello Salvetti 2. 0, capace di immaginare, realizzare e ora rilanciare un campo largo a sinistra il più ampio possibile «anche con 5 Stelle e Buongiorno». Perché «chi non vede nella destra un pericolo significa che non è abbastanza di sinistra. Oggi la parola d’ordine è unità, aprendo la mano a tutti senza fare il dito medio a nessuno».

Ha seguito i primi consigli comunali?

«Certo. E si capisce che c’è uno scenario nuovo, interessante. Lo ha sottolineato anche il sindaco Salvetti. Ci sono nuove energie in consiglio, anche a livello anagrafico, due aspetti ottimi per la crescita della città. Penso a sguardi e visioni innovative che possono essere un valore aggiunto. Questo rinnovamento lo leggo soprattutto nel centrosinistra, mentre gli altri – Primo Polo e centrodestra – sono sempre gli stessi» .

Pare abbia insistito molto per la nomina ad assessore di Michele Magnani. Soddisfatto?

«I livornesi devono esse contenti perché Magnani è un’eccellenza, un talento. Porterà anche lui uno sguardo diverso. Salvetti è stato molto bravo a cucirgli addosso un assessorato in linea con il bagaglio che ha nell’ottica di migliorare Livorno. Sono deleghe strategiche per le nuove generazioni e dunque per il futuro della città. Come quelle legate alle questione climatiche e sociali a cui noi teniamo molto. Ma siamo anche soddisfattissimi di aver candidato Denise Bertozzi pure lei un’eccellenza che sarà il nostro punto di riferimento in consiglio comunale».

Facciamo un passo indietro: Avs ha sfiorato il 9% alle Europee mentre alle comunali ha dimezzato i voti. Come se lo spiega?

«La nostra dimensione oggi è quell’8, 7% ottenuto alle Europee. Ma i nostri voti li peschiamo in tanti ambiti, anche nel civismo. A Livorno abbiamo abdicato in maniera strategica a formazioni vicine in nome di un’alleanza con altre realtà con le quali ci sarà un rapporto strettissimo. Non a caso nel nostro simbolo c’è scritto reti civiche».

Il Pd, azionista di maggioranza del governo Salvetti rispetto alla passata legislatura è numericamente più debole: 14 consiglieri non possono votare autonomamente (la quota è 17). Meglio o peggio per il lavoro del coniglio?

«La politica va letta nel divenire. Parlare della politica come di una fotografia è un errore, un’ingenuità. Lo scenario è già cambiato rispetto a un mese fa. I Cinque stele entrano in “The Left” in Europa, Schlein, Conte e Fratoianni convivono in un loft. Dobbiamo smettere di penare alla Repubblica di Livorno ma guardare più in là. A cominciare dalle regionali pensando a un’alleanza con i 5 stelle. Il perimetro del centrosinistra è in evoluzione. Aspetto il nuovo segretario del Pd livornese per riprendere il filo del discorso di una alleanza strategica. Ma non ci saranno franchi tiratori e slealtà. I numeri dicono che noi abbiamo la maggioranza, non si creeranno mini maggioranze».

È stato uno dei fondatori di Buongiorno, poi per motivi personali fece un passo indietro quando sembrava vicina la candidatura a sindaco. È tornata la passione politica?

«Non è mai andata via, dieci anni fa feci un passo indietro per stare vicino a mio padre che morì poco dopo. Nel mio percorso mi metto a fare qualcosa quando mi rendo conto di poter dare un contributo effettivo. La mia storia è interconnessa con un gruppo di ragazzi che faceva politica alla università: Dario Danti, Nicola Fratoianni, Michele Magnani e altri. Con Buongiorno dovevamo dare uno scossone a Livorno e lo abbiamo dato, Salvetti in fondo è figlio di Buongiorno, come Raspanti, Cepparello, Bruciati».

Il risultato elettorale di BL può essere l’inizio della sua fine?

«Non credo. Ma penso sia il momento di sedersi e pensare a quale sia la strada migliore per la sinistra. Noi ci mettiamo a disposizione con tutti, litigi e personalismi devono essere abbandonati per valorizzare tutti i soggetti che abbiamo capacità di ascolto, crescita e critica. Credo che a Livorno la sinistra debba dialogare per crescere insieme».

Però, per fare un esempio, voi siete per la chiusura dell’inceneritore, mentre il Pd non sembra sulla stessa linea.

«Tutte le questioni ambientali vanno lette nel loro complesso. Non vogliamo mettere bandierine, se non riaprirà non ci prenderemo il merito. Ma se leggete il programma non c’è scritto che riapre»

Ultima cosa: farà da grande? Si candida alle regionali?

«Non ci ho pensato, ma non credo ce ne sia bisogno e non credo che il partito me lo chiederà. Anche perché non è un mio obiettivo». l
 

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