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A Livorno la negoziante-poetessa di via Prato: «Io da dipendente a titolare»

di Franco Marianelli
A Livorno la negoziante-poetessa di via Prato: «Io da dipendente a titolare»

Antonella Misuraca e la sua boutique Am moda festeggia 10 anni: «Qui offro anche il caffè»

07 luglio 2024
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Livorno Soffia su 10 candeline quella boutique di via Prato, incastonata tra i quartieri Stazione e Sorgenti. Si chiama Am Moda, dove Am sta per le iniziali di Antonella Misuraca, proprietaria del negozio di abbigliamento e “moda” sta per la “ragione sociale” non tanto solo del negozio ma per quello che è il sentire della proprietaria: un modo di abbellire la vita degli altri con preziosi suggerimenti sul come vestire il proprio corpo.

Un po' come il successo di Venditti nel quale certi amori fanno giri immensi e poi ritornano Misuraca cominciò a lavorare in questi locali «quando il negozio si chiamava Imma e Tere le due proprietarie. Con Imma Angelini sono ancora in contatto e la ricordo come una datrice di lavoro che ebbe il merito di insegnarmi il mestiere». La negoziante dopo 10 anni dall’inizio del lavoro (1982-1992) lasciò per aiutare la famiglia che gestiva un banco in piazza Cavallotti.

Ecco che torna nel 2009 ritorna nella stessa boutique di via Prato rilevata da altri commercianti. Fa la dipendente finché nel 2014 diventa lei la proprietaria. «E oggi siamo qui – dice -per festeggiare il compleanno: dieci candeline sulla torta». E per festeggiare offre un caffè nello stesso luogo di lavoro «cosa che faccio normalmente con i clienti, sia quelli nuovi sia quelli che passano semplicemente per un saluto o due chiacchiere da fare». Già: i negozi di vicinato che stanno scomparendo. «È una tragica realtà – chiude - ma è possibile sopravvivere con la qualità: io ad esempio baso tutto sul Made in Italy e miei clienti lo apprezzano molto. Ho partecipato pure a Pitti Uomo». A dimostrazione di come la proprietaria di Am Moda si senta “poetessa dell’a moda” mostra il calendario che ha donato alla fine dello scorso anno ai clienti con poesie scritte da lei stessa. E nella pagina di giugno un passaggio sembra proprio dedicato all’amore per il suo mestiere: «Lascia che la pelle vibri in una musica di colori». l

F.M.

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