Il Tirreno

Livorno

La storia a lieto fine

Infarto in strada,  salvato dai vigili di Livorno: «Lo abbiamo rianimato con i consigli del 118»

di Flavio Lombardi
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I tre agenti sono stati premiati dal sindaco durante la festa avvenuta in Villa Mimbelli

05 luglio 2024
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LIVORNO. Mentre svolgevano il normale servizio di pattugliamento serale a bordo della Fiat Punto della polizia municipale, a copertura del turno di sei ore che inizia alle 20 e termina alle 2 di notte, sono stati richiamati da alcuni cittadini che, con ampi gesti e ad alta voce, segnalavano la presenza di un uomo a terra esanime con probabile infarto in corso. Era sabato scorso, 29 giugno. Sono state più o meno queste le parole pronunciate al microfono prima di riconoscere loro il giusto tributo, durante la celebrazione dei 279 anni dalla fondazione del corpo della Polizia Municipale a Villa Mimbelli.

Momenti che hanno preceduto la consegna dell’encomio all’ispettore Daniele Levi (capo pattuglia) , l’agente scelto Simone Mazzoni, l’assistente scelto Pierpaolo Leoncini per «l’alto valore civico della azione svolta con freddezza e tempismo e che ha permesso così di salvare la vita praticando il massaggio cardiaco ad un cittadino ucraino in via Garibaldi a due passi dal semaforo con via Galilei».

Chi sono

Livornesi i primi due, pisano l’altro. Una squadra vincente che ha inorgoglito tutti gli altri colleghi non appena si è appresa la notizia. A raccontare l’episodio, direttamente il più alto in grado. «Ci trovavamo in via Palestro -racconta Levi – e stavamo procedendo ad affrontare l’incrocio per andare in direzione dell’Iti – dice ancora il capo pattuglia – quando dalla direzione opposta ci affianca un’auto. Il conducente ci invita ad intervenire lì vicino perché un uomo si trovava a terra e non stava rispondendo agli stimoli di una decina di persone che nel frattempo erano corse vedendo che era caduto in modo innaturale. Si era capito subito che non c’era troppo tempo da perdere».

Il soccorso

Il semaforo all’incrocio era rosso e, per motivi di sicurezza, Levi scende per portarsi sul posto, dando tempo agli altri di attendere che scattasse il verde e poter così poi accostare.

«Mi sono accertato immediatamente che qualcuno avesse già chiamato i soccorsi. C’era una signora che nel frattempo stava parlando con il 118 ed ha colto l’occasione per segnalare la presenza della Polizia Municipale, passandomi il telefono».

Ha afferrato l’apparecchio, mentre intanto i suoi colleghi lo hanno raggiunto.

Diretta con il 118

L’operatore della centrale col quale stava parlando, gli ha chiesto di fare alcune verifiche, e sincerarsi se l’uomo respirasse. Il battito, percepibile premendo sul collo, era flebile. Niente movimenti del ventre, la mano davanti alla bocca non coglieva segnali di inspirazione. Come un automa, Levi ha eseguito in rapida successione quel che gli veniva detto, dando ogni volta risposte secche e precise. Le reazioni che segnala, non dovevano essere molto positive, anche quando gli è stato chiesto di avvicinarsi con un orecchio ed auscultare. Non sentiva nulla. A quel punto si sono rotti gli indugi e, sebbene l’ambulanza fosse già partita, non si poteva attendere il suo arrivo. «Fategli subito un massaggio cardiaco!».

Nessun medico per strada, un ordine perentorio, dopo il quale c’era solo da far tesoro dei corsi che il corpo organizza proprio per far fronte a certe emergenze. Mazzoni, in ginocchio, ha alzato la maglietta di questo signore sulla cinquantina e ha cominciato, Leoncini accanto, pronto a dargli il cambio. L’uomo apre gli occhi e subito dopo messo su un fianco in posizione di sicurezza e in attesa dei soccorsi ormai prossimi con il medico a bordo. Non è finita. Perché le palpebre si chiudono di nuovo e sembra di essere tornati ai trenta secondi precedenti.

Mazzoni riparte, Leoncini gli scandisce i tempi e gli ricorda che è pronto a subentrare. Dal 118 chiedono aggiornamenti, Levi avvisa che l’operazione sembra aver sortito l’effetto voluto. Arriva l’ambulanza, l’uomo è salvo ed in buone mani. «Siamo stati una bella squadra, ed è stata un’esperienza che ricorderemo per tutta la vita. La comandante si è complimentata e abbiamo poi brindato con molti colleghi in servizio per festeggiare un lieto fine nel quale, almeno per questa volta, i vigili hanno dimostrato che non sanno solo fare multe». l
 

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