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Bonus edilizi, bloccati circa trecento cantieri a Livorno e provincia: ecco i motivi

di Martina Trivigno
Bonus edilizi, bloccati circa trecento cantieri a Livorno e provincia: ecco i motivi

Pesa lo stop a cessione del credito e sconto in fattura. Ferrari (Fillea Cgil): «Penalizzate le famiglie più bisognose»

04 luglio 2024
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Livorno Circa 300 cantieri bloccati in tutta la provincia di Livorno e di questi oltre 150 soltanto in città. Non si ferma l’onda lunga del Superbonus che continua a creare incertezza tra le aziende del settore edile. A metterci lo zampino (che però potrebbe dare il colpo di grazia) è l’ultimo decreto (il numero 34/2024 del 29 marzo scorso) approvato dal governo Meloni in materia di bonus edilizi che elimina l’opzione di sconto in fattura e cessione del credito per le tipologie che ancora lo prevedevano.

Per il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, il provvedimento ha l’obiettivo di tenere sotto controllo i costi legati alla maxi-detrazione e porre fine a quella che definisce «una generosità eccessiva del sistema delle detrazioni».

Ma è soprattutto una mannaia che si abbatte sulle imprese e, ora, anche sulle famiglie, soprattutto quelle che vivono in condomini e case popolari. Adesso, la stretta introdotta dal governo impedisce la possibilità di sfruttare l’anticipo di liquidità messo a disposizione dallo Stato con la formula della cessione del credito di imposta o dello sconto in fattura. Un bel guaio perché i cittadini che accedono al Superbonus potranno lo stesso detrarre la spesa, dovranno però anticipare la liquidità iniziale di tasca propria. Ed è a questo punto che nascono i problemi: non tutti i condòmini, infatti, possono contare su un’ampia disponibilità finanziaria. La conseguenza? Il blocco dei cantieri. Giovanni Ferretti, segretario generale Fillea Cgil Livorno, il sindacato dei lavoratori del legno, dell’edilizia, delle industrie affini ed estrattive, si dice preoccupato. Racconta che lo stop alla cessione del credito e allo sconto in fattura fa soffrire, dalla parte delle aziende, soprattutto chi ha dato i lavori in appalto, ma non risparmia neppure le famiglie, in particolare chi vive nelle case popolari. «Da tempo chiediamo che i bonus siano regolamentati – sottolinea Ferrari – . Adesso in tutta la provincia di Livorno sono a rischio 300 cantieri complessi relativi a molte case popolari, le più bisognose di essere messe in sicurezza e di essere rese energicamente più efficienti anche per ridurre i costi in bolletta dei tanti lavoratori, precari, disoccupati e pensionati dai redditi bassi. Abbiamo assistito all’ennesimo cambio di norme con l’assenza di un minimo confronto con le parti sociali e, soprattutto, con gli enti locali e i Comuni coinvolti: rischiamo così di perdere posti di lavoro, danneggiare ulteriormente chi vive nelle periferie e case popolari e bloccare la riqualificazione di alcune aree».

E la preoccupazione del sindacato non finisce qui. «Entro il 2026 dovremo dare attuazione alla direttiva europea “Case green”: il governo, infatti, dovrà adottare il decreto legislativo almeno quattro mesi prima del termine di recepimento indicato nella direttiva, che è il 29 maggio 2026, di conseguenza entro gennaio 2026 – sottolinea Ferrari – e anche in questo caso dovremo farci trovare pronti. Servono imprese strutturate: oggi è troppo facile aprire un’azienda edile, bastano delle autocertificazioni. Bisognerebbe invece prestare attenzione soprattutto alle aziende che hanno alle loro spalle una storia. Gli obiettivi principali devono essere due: lavoro regolare e di conseguenza sicurezza sui luoghi di lavoro».l


 

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