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Colpo dei ladri a casa di un chirurgo di Livorno: «Avevo ricevuto strane telefonate»
I malviventi hanno messo a soqquadro l’abitazione in zona Fabbricotti. Nelle settimane precedenti il medico aveva ricevuto diverse chiamate da presunti interessati all’affitto o alla vendita della casa, ma non era stato mai pubblicato alcun annuncio
LIVORNO. Hanno aperto senza particolare difficoltà la porta blindata del suo appartamento, mettendolo completamente a soqquadro. Ad accorgersene, in sua assenza, è stato un vicino, che lo ha immediatamente avvertito. Raid dei ladri, nei giorni scorsi, a casa di un chirurgo livornese che lavora fuori regione. Il quale adesso, dopo il colpo, ha dei sospetti fondati su alcune telefonate ricevute nei giorni precedenti.
«Delle persone, spacciandosi per agenti immobiliari – sostiene il medico, che al Tirreno chiede l’anonimato – mi chiamavano insistentemente chiedendomi se la mia abitazione fosse disponibile per la vendita o per l’affitto. Ho chiesto loro dove lo avessero saputo, visto che non ho mai pubblicato alcun annuncio, ma non me l’hanno mai saputo dire. Inoltre, gli stessi, non mi hanno mai voluto rivelare da chi avessero avuto il mio numero di cellulare. L’ho fatto presente in questura, ma credo che nessun abbia approfondito la questione».
Ora, dopo il furto, il chirurgo ricollega quelle telefonate a quanto accaduto. Anche perché erano anonime, senza il contatto del chiamante in vista, «e nessuno mi ha mai voluto dire il suo nome, né la fantomatica agenzia immobiliare».
Dalla casa, per fortuna non sarebbe sparito nulla. Almeno due però sono state le stanze messe a soqquadro. «Dentro non c’era niente di prezioso – prosegue il dottore – proprio perché io vivo da un’altra parte. I ladri non hanno neanche forzato l’ingresso, visto che avevo una serratura a doppia mappa che purtroppo è stata aperta con un passepartout (forse la cosiddetta “chiave bulgara” ndr). Non ci sono stati quindi danni».
Sul posto, dopo l’allarme del vicino di casa, sono intervenuti sul posto gli agenti delle volanti, che hanno effettuato un primo sopralluogo nell’abitazione. «I poliziotti – conclude il medico – mi hanno spiegato che in questi casi le persone sono difficilmente perseguibili, visto che non hanno compiuto alcun effrazione e non hanno rubato nulla. Si configurerebbe, forse, solo la violazione di domicilio perché possono accampare scuse assurde, come quella di aver trovato la porta aperta e essere entrati perché avevano sentito qualcuno chiedere aiuto. Questa èl’Italia...». l
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