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Vigili del fuoco: in pensione Valter Baesso, “padrone” del garage dei pompieri di Livorno

di Stefano Taglione
Valter Baesso
Valter Baesso

A 33 anni lasciò i furgoni della Sammontana per guidare autoscale e autopompe: «In Valle d’Aosta rischiai di morire nell’incendio del traforo del Monte Bianco»

28 giugno 2024
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LIVORNO. Per i mezzi di emergenza era il punto di riferimento di tutto il comando livornese. I vigili del fuoco di Livorno perdono un’altra colonna nella caserma di via Campania, il sessantenne Valter Baesso. Autista storico dei pompieri labronici, tre anni fa era stato nominato responsabile provinciale dell’autorimessa e non c’è collega, dall’Elba al quartiere di Coteto, che non lo chiamasse per cercare di risolvere un problema.

«Io ci sono stato sempre, questo lavoro mi piaceva, rispondeva al cellulare anche quando non ero reperibile – le parole del neopensionato pompieri, che ufficialmente andrà in congedo dal primo luglio, ma l’ultimo turno lo farà oggi – quindi da una parte sono contento perché la pensione è un gran traguardo, lo stipendio sarà buono e sono ancora giovane, dall’altra mi dispiace perché il rapporto con gli altri vigili del fuoco è sempre stato ottimo e l’efficienza del comando è sempre stato un mio pallino. Sono contento, comunque, di avere un figlio (Daniele ndr) che fa il mio lavoro: continuerà lui a portare alto il nome dei Baesso nei pompieri».

Valter è diventato un “angelo in divisa” nel 1987, arruolandosi da militare nei pompieri. Poi ha iniziato a lavorare come autista per la Sammontana, consegnando i gelati nei bar in tutto il territorio livornese. Guidare i mezzi pesanti, insomma, è stata la sua vita. «Nel corso della mia esistenza ho preso tutte le patenti – racconta – ma il mio pallino era fare il pompiere. La mia vocazione. Sono riuscito a entrare nel ’97, al terzo concorso, così mi sono licenziato dall’azienda empolese, rimettendosi anche un po’ di soldi perché lì guadagnavo un po’ di più. Ma preferito fare il vigile del fuoco».

Inviato subito in Val d’Aosta, il 24 marzo ’99 interviene in occasione del devastante incendio del traforo del Monte Bianco, dove muoiono 39 persone. «Quel giorno, al lavoro, eravamo in due da Livorno – ricorda – io e Fabrizio Barinci. Lui è entrato dentro il tunnel insieme a una squadra, io sono rimasto fuori. Abbiamo rischiato la vita, lui in particolare perché era dentro, io perché insieme ad altri colleghi siamo stati fermati da un funzionario che ci ha detto di aspettare un po’. Ho aspettato Fabrizio e gli altri fuori, non uscivamo, temevo che morissero. Hanno rischiato la vita: quando hanno capito che non sarebbero più riuscito a salvare nessuno, con le temperature altissime, si sono rifugiati in una camera stagna dove avrebbero potuto resistere sei ore. Un loro collega però, che conosceva benissimo il tracciato del tunnel, ha suggerito di uscire e percorrere un canale dei fili elettrici lungo sei chilometri. Così, tutti i ragazzi, si sono salvati».

Baesso, dopo la Valle d’Aosta, ha lavorato per quattro anni al comando di Firenze, altrettanti in provincia di Massa Carrara, due all’Elba e dal 2011 – da 13 anni quindi – è in servizio a Livorno. Autista, è intervenuto anche nelle varie emergenze italiane, fra cui i terremoti di Amatrice e L’Aquila, ma pure per aiutare la popolazione in occasione di diverse alluvioni. «Ora non resterò sul divano – conclude – la mia compagna è un’imprenditrice, ha una ditta di infissi, quindi le darò una mano. Farò lavori manuali, come ho sempre fatto da quando sono nei vigili del fuoco. Meno male che mi farà sgobbare, altrimenti non starei a mio agio senza far nulla: sono dinamico».

Per oggi, in occasione del suo ultimo turno in centrale, i colleghi hanno organizzato una grande festa – con tanto di locandina diffusa via Whatsapp – che avrà luogo alle 10 nella sala mensa. Non mancheranno le lacrime, perché Valter, anche se tornerà a trovare i suoi tanti amici di via Campania, rimarrà nel cuore di tutti i vigili del fuoco livornesi e non solo. l

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