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La contesa

Scontro Grimaldi-associazioni sul porto di Livorno, Raugei auspica il dialogo: «Ora la pace sociale»

di Stefano Taglione
Una panoramica della Darsena Toscana (foto Pentafoto)
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Una panoramica della Darsena Toscana (foto Pentafoto)

Il presidente della Compagnia sul caso dei ro-ro in Terminal Darsena Toscana, lo scorso gennaio acquisito dal gigante dei mari: «L'alzarsi dei toni mi preoccupa»

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LIVORNO. «Da presidente della Compagnia portuale devo dire che l’alzarsi dei toni mi preoccupa, mi sono già espresso sul valore della pace sociale, a tutti i livelli, all’interno del porto. Voglio prendere il positivo delle dichiarazioni fatte, nelle quali prevale, sia dalle associazioni locali che da parte del Gruppo Grimaldi, l’obiettivo di consolidare quanto prima e in prospettiva il traffico dei contenitori, cosa che ci rassicura anche in relazione alla realizzazione della piattaforma Europa, struttura sulla quale Livorno punta da tempo».

A parlare è il riconfermato presidente della Compagnia portuale, Enzo Raugei. Il responsabile della cooperativa – dopo il botta e risposta attraverso Il Tirreno fra le associazioni Asamar, Cna Fita Livorno, Confetra, Confindustria Toscana centro e costa, Legacoop e Spedimar con l’amministratore delegato del colosso armatoriale, Emanuele Grimaldi – auspica una pace sul fronte portuale, invocando il dialogo . Il nodo è sempre quello del traffico dei container: Neri e le associazioni, pur rispettando la libertà di impresa, chiedono all’Autorità di sistema il rispetto del piano regolatore, cioè che in Terminal Darsena Toscana si continuino a movimentare i contenitori e non si viri verso i rotabili, i ro-ro, che comunque – come minimo – potrà sempre essere una tipologia di lavorazione secondaria per Tdt, che ha spazio sufficiente per garantire anche questi volumi al porto labronico. Le associazioni, motivando questa presa di posizione, hanno spiegato di ritenere fondamentale il traffico dei container per la garanzia che offre in termini di posti di lavoro. Un auspicio condiviso anche dal sindaco Luca Salvetti. In ogni caso, nell’intervista al Tirreno, anche lo stesso Emanuele Grimaldi ha spiegato senza mezzi termini di aver investito cento milioni a Livorno proprio per movimentare i container, «la tipologia di traffico più redditizia», secondo l’armatore.

Il traffico delle auto da immatricolare, quello al centro della contesa delle ultime settimane, vede Livorno fra i porti principali a livello italiano. La capacità complessiva di tutte le aree di stoccaggio è pari a circa 55mila macchine (25mila solo al Faldo, l’autoparco recentemente passato dalla Compagnia portuale alla multinazionale Koelliker, che in situazioni di massima saturazione può arrivare a 28mila). Al momento, in porto, dopo mesi di “pieno” ci sono circa seimila posti disponibili. Un miglioramento, quindi, rispetto alla fine del 2023, quando da questo punto di vista non si contavano zone sgombre. «Per la realizzazione di Darsena Europa – conclude Raugei – ci sono impegni già partiti a livello istituzionale e dichiarazioni dell’Autorità di sistema determinate e definite. L’altro punto positivo la conferma della strategicità e dell’importanza del porto di Livorno per grandi linee armatoriali. Credo che partendo da questi due presupposti il resto si possa aggiustare nel rispetto del quadro regolatorio che un primario porto come quello di Livorno ha come riferimento». 

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