Il Tirreno

Livorno

La paura

Scoppia il caso Ro-Ro in TdT, l’appello delle associazioni del porto: «Grimaldi ora parli chiaro»

di Stefano Taglione
Una portacontainer accanto a una nave Grimaldi (foto Silvi)
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Una portacontainer accanto a una nave Grimaldi (foto Silvi)

La lettera inviata all'Authority anche da Confindustria: «L'armatore dia conto degli investimenti da realizzare»

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LIVORNO. Due richieste, un unico obiettivo: salvaguardare il traffico dei container in porto. La prima all’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale: mettere nero su bianco, nel piano operativo triennale, questa volontà. L’altra al privato, il gruppo Grimaldi, da qualche mese a capo di Terminal Darsena Toscana: «Spiegateci se volete trasferire in TdT tutti i traffici Ro-Ro livornesi».

La mutazione dell’area un tempo in concessione al Gruppo investimenti portuali di Genova preoccupa i presidenti di Asamar Francesca Scali, Cna Fita Livorno Massimo Angioli, Confetra Toscana Mario Bartoli, Confindustria Toscana centro e costa Piero Neri, Spedimar Giovanni Tognotti e il responsabile area vasta costiera di Lega Coop Toscana Ivan Ferrucci. Che compatti si appellano all’ente pubblico affinché faccia di tutto per evitare che TdT diventi banchina principale dei Ro-Ro e non, come avvenuto finora, dedicata ai contenitori, tipologia che nel 1980 vedeva Livorno primeggiare in Italia e che attualmente dà lavoro a migliaia di persone per le movimentazioni e tutto il resto. Il timore degli addetti ai lavori è per lo più occupazionale: se i container dovessero calare, infatti, calerebbe anche il lavoro. E gli investimenti che l’Authority ha messo in campo per Darsena Europa e per allargare il canale di accesso consentendo in futuro l’ingresso di navi più grandi – sempre per le associazioni di categoria – così facendo rischierebbero l’indebolimento.

Certo, c’è il piano regolatore pubblico: in Darsena Toscana si devono movimentare i container, così si legge, almeno come tipologia principale di traffico. Ma nulla vieta, dato che l’area è molto estesa, di dedicarne una parte ai Ro-Ro, i carichi rotabili, quelli in cui Grimaldi è leader nel Mediterraneo e non solo. E che ad oggi vengono sbarcati principalmente nelle zone limitrofe. «L’Istat – si legge nel documento inviato dalle associazioni di categoria all’Autorità di sistema portuale – quantificava nel 2021 in 8.367 gli addetti e in 853 le aziende livornesi riconducibili al codice Ateco trasporto, movimentazione e magazzinaggio (classificazione Istat che categorizza le diverse attività economiche). Dalla descrizione analitica delle 18 voci raggruppate in quel codice risulta che una gran parte è generata da lavori, mansioni e mestieri della filiera contenitori. Perfino gli organici delle pubbliche amministrazioni coinvolte nei processi di importazione, esportazione, regolazione e infrastrutturazione sono stati dimensionati alle necessità e alle prospettive di crescita delle attività portuali in quel segmento di traffico. Pur essendo fuori discussione il diritto del concessionario di Darsena Toscana ad affiancare attività secondarie, previste dal piano regolatore a quella principale della movimentazione dei contenitori, appare necessario mitigare il diffuso timore di una mortificazione di questo tipo di traffico privilegiandone altri. Timori – si legge ancora – che crescono quando, come è avvenuto nei giorni scorsi, si trasferiscono in Darsena Toscana traffici “secondari” già radicati come “core” in altri terminal. A questo scopo, richiamando le numerose dichiarazioni rassicuranti che hanno resi pubblici i contenuti delle verifiche disposte dall’Autorità di sistema portuale previste nel caso di modifiche nel controllo delle società concessionarie, riteniamo che il presidente Luciano Guerrieri debba proporre al comitato di gestione che nel piano operativo triennale 2024-2027 in corso di redazione siano confermati gli obiettivi del documento di pianificazione strategica e del precedente Pot 2021-2023, che si prefiggevano l’incremento, post pandemia, del numero di contenitori movimentati ogni anno. La società concessionaria nel rinnovo del piano di impresa, condividendo l’obiettivo di incrementare il traffico di contenitori nel proprio terminal, dia conto sia degli impegni di investimento e di attività finalizzate a realizzarli, sia del carattere unicamente incrementale rispetto a quelli già attestati nel porto di Livorno dei traffici “secondari” che saranno movimentati in Darsena Toscana». l

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