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Porto di Livorno, scoppia il caos per i Ro-Ro in Tdt: Guerrieri chiede lumi a Grimaldi

di Flavio Lombardi
Porto di Livorno, scoppia il caos per i Ro-Ro in Tdt: Guerrieri chiede lumi a Grimaldi

Il presidente dell’Authority dopo il caso della nave migrata in Darsena Toscana: «In quel terminal la movimentazione dei container resterà l’attività primaria»

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LIVORNO. Quella nave Ro-Ro della compagnia norvegese Uecc che potrebbe “migrare” dall’Alto Fondale interrompendo il rapporto con Cilp, con destinazione Darsena Toscana e appoggiandosi a Tdt, ha creato più di un campanello d’allarme in porto. Tanto che è stato necessario riunire l’organismo di partenariato con tutti i soggetti interessati alla portualità per ribadire la libertà di impresa di chi opera a banchina, ma anche ricordare la stella polare da seguire e i pericoli che potrebbero stagliarsi all’orizzonte se Grimaldi non mantenesse fede a quanto assicurato a gennaio: prima di tutto, il traffico container. Poi, il resto.

Luciano Guerrieri, il presidente dell’Autorità portuale tende a scongiurare i venti di guerra: «In questi anni si è instaurato un clima collaborativo facendo squadra, senza tuttavia trascurare l'opportunità di valorizzare le individualità presenti in porto».

Cita la collaborazione fra le istituzioni e gli operatori, come quelle sinergie che hanno permesso alla Cilp di operare, in via provvisoria, le navi di classe Eco del gruppo Grimaldi in radice nord all'Alto Fondale. Una banchina che la Compagnia impresa lavoratori portuali, fra l’altro, avrebbe dovuto usare temporaneamente per sei mesi (eravamo in periodo Covid) e che, morfologicamente, impedisce la possibilità che c’è in Darsena Toscana da parte di Tdt di far arrivare per il settore auto i camion sottobordo, caricare le macchine e partire immediatamente per le destinazioni.

Un servizio forse unico in Italia, e che fa gola, ma che snatura la vocazione al traffico contenitori che dovrebbe principalmente essere perseguito.

Cilp dovrebbe trasferirsi, come previsto, sulla sponda est della stessa Darsena allocando poi lì il traffico vetture. Ma servono lavori di adeguamento, auspicati al più presto, che la stessa Compagnia deve realizzare. Passate alcune vicissitudini, forse la situazione potrebbe sbloccarsi entro fine estate. Le priorità del porto sono conosciute e da tempo dichiarate dallo stesso presidente che, però, riprende: «Non si deve contestare il diritto del concessionario di affiancare alla movimentazione dei container quella di attività secondarie, ma non c’è dubbio che Tdt debba mantenere intatta la propria vocazione merceologica, garantendo un programmato sviluppo del porto anche in vista della realizzazione della Darsena Europa, che resta un punto fermo nei piani di crescita dello scalo portuale».

Certo delle rassicurazioni in merito date tempo addietro da Grimaldi, Guerrieri attende che tutto sia messo nero su bianco. Attraverso la risposta che ha sollecitato, con la quale chiede alla società il nuovo piano di impresa che, in un primo tempo, doveva pervenire a Palazzo Rosciano entro dicembre, ma che dopo gli eventi ultimi hanno obbligato a dare un’accelerata: entro 30 giorni, con il cronometro partito in data il 17 giugno. «Mi aspetto che nel documento vengano presi impegni ben precisi che confermino la conservazione dell’attitudine primaria del terminal, ma che prevedano anche veri e propri piani di sviluppo e crescita. Nullaosta, poi, che alcuni spazi di Darsena Toscana vengano utilizzati in questa fase per le auto che rappresentano una buona fetta degli affari portuali e che se possibile, devono essere incrementati, pur essendo già noi, in questo settore, il primo porto d’Italia».

C’è, insomma, da venire a capo della situazione senza creare strappi. «Serve affrontare i problemi con flessibilità, ma sempre nel rispetto delle regole e tutto dovrà essere compatibile con piano regolatore portuale e nel piano operativo triennale, di cui è ormai prossimo l'aggiornamento e che durerà fino al 2027».

Sulla nave della compagnia norvegese, tende a non alzare i toni: «Si tratta di questioni aziendali e io devo garantire il mercato del porto e il suo interesse generale. Si è creata semmai un’anomalia. Grimaldi, gigante del traffico auto, è andata a prendere il traffico di Cilp e dove la Compagnia portuale, l’altra faccia della stessa medaglia e socia Cilp al 50%, lavora in Tdt».

Imprevisti di concorrenza che non fanno bene alla comunità portuale. E se la risposta da Grimaldi non arrivasse? «Loro hanno una concessione di 30 anni dal 2001, con prevalenza contenitori e un pizzico di auto. Ogni quattro anni il piano d’impresa va aggiornato. E il giudizio dell’Autorithy è sempre sovrano. Ho solo cercato di anticipare i tempi guadagnando qualche mese rispetto a quanto programmato. Do per scontato che Grimaldi faccia pervenire per tempo la documentazione nella quale andrà a dettagliare la strategia. Una richiesta legittima da parte nostra e che avrà soddisfazione perché si tratta di imprese serie. Poi, sarà compito nostro giudicare le proposte che arriveranno sul tavolo». 
 

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