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Porto di Livorno, Darsena Toscana e container: preoccupate le associazioni

Porto di Livorno, Darsena Toscana e container: preoccupate le associazioni

«Abbiamo il timore che questo traffico in porto venga mortificato»

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LIVORNO. «Dal 1980, quando Livorno – primo porto del Mediterraneo in quel segmento di traffico – movimentò 406.812 Teu, si è consolidato un sistema di servizi e di attività private e pubbliche imperniato sull’utilizzo crescente del contenitore per le esigenze industriali e dei consumi; tanto che il numero di quelli movimentati in un anno in un porto ne definisce lo stato di salute ed è un buon indicatore di quello della produzione di ricchezza e di occupazione nella sua area di riferimento».

A scriverlo i presidenti di Asamar Francesca Scali, Cna Fita Livorno Massimo Angioli, Confetra Toscana Mario Bartoli, Confindustria Toscana centro e costa Piero Neri, Spedimar Giovanni Tognotti e il responsabile area vasta costiera di Lega Coop Toscana Ivan Ferrucci. Le associazioni economiche compatte chiedono di confermarne il ruolo storico e indicano soluzioni condivise.

«Pur essendo fuori discussione il diritto del concessionario di Darsena Toscana ad affiancare attività secondarie, previste dal piano regolatore, a quella principale della movimentazione dei contenitori – scrivono in una nota – appare necessario mitigare il diffuso timore di una mortificazione di questo tipo di traffico privilegiandone altri. Timori che crescono quando, come è avvenuto nei giorni scorsi, si trasferiscono in Darsena Toscana traffici “secondari” già radicati come “core” in altri terminal. A questo scopo, richiamando le numerose dichiarazioni rassicuranti che hanno resi pubblici i contenuti delle verifiche disposte dall’Autorità di sistema previste nel caso di modifiche nel controllo delle società concessionarie, riteniamo che il presidente debba proporre al comitato di gestione che nel piano operativo 2024-2027 in corso di redazione siano confermati gli obiettivi del documento di pianificazione strategica e del precedente Pot 2021-2023, che si prefiggevano l’incremento, post pandemia, del numero di contenitori movimentati ogni anno». 

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