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Livorno, la prima maturità del professor Stellati: «Emozionato più dei ragazzi»

di Luca Balestri
Livorno, la prima maturità del professor Stellati: «Emozionato più dei ragazzi»<br>

Il docente insegna matematica all’istituto tecnico Cerboni di Portoferraio: «Sono un po’ in ansia per i ragazzi, ma se guardo il percorso che abbiamo fatto insieme sono orgoglioso»

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Livorno È il primo anno in cui fa da commissario interno alla maturità. Ed è giovanissimo, tanto da essere emozionato quanto, se non più dei suoi alunni. Ventisette anni, Davide Stellati insegna matematica all’istituto tecnico Cerboni di Portoferraio, all’isola d’Elba. «Sono un po’ in ansia per i ragazzi, ma se guardo il percorso che abbiamo fatto insieme, anche con gli altri professori, sento l’orgoglio di essere riuscito a portarli preparati all’esame di maturità».

Professore, lei è quasi coetaneo dei ragazzi. Che effetto le fa essere dall’altra parte, per la prima volta?

«Devo dire che è strano trovarsi di là, vedere quello che non si vedeva da studenti, tutte le cose che succedono dietro le quinte. Sono un po’ emozionato, forse più dei ragazzi. Perché non è solo la prima maturità, ma è anche la prima classe che lascio andare. Con loro ho iniziato in quarta, l’anno scorso, quando ero al mio primo anno di insegnamento».

Lei sarà in commissione anche alla prova orale. Come si comporterà con gli alunni?

«Spero di riuscire a farli uscire da scuola nel miglior modo possibile. Non so come mi comporterò, ma voglio metterli a loro agio».

Essendo così giovane, che rapporti ha con i ragazzi?

«Penso di avere un buon rapporto con loro. Sono più vicino a loro di quanto lo possano essere alcuni colleghi più anziani, anche solo per ragioni anagrafiche. Quello che dico sempre ai ragazzi, è che è importante che vedano oltre i professori: dietro al ruolo c’è una persona, in primis».

Questo è un buon insegnamento.

«Spero che i ragazzi abbiano capito di poter comunicare con gli altri, anche con le figure più grandi come i docenti, cercando supporto ai loro problemi».

È riuscito a far amare la matematica a qualcuno dei suoi alunni?

«Ho notato un po’ di difficoltà nella materia quando sono arrivato a scuola. Ma forse anche per via degli anni fatti in didattica a distanza. Ma giudicando dal fatto che qualcuno sta valutando l’idea di iscriversi all’università a ingegneria, informatica o in altre facoltà delle materie stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, ndr), forse qualcosa sono riuscito a trasmettere».

Cosa le mancherà maggiormente di questi ragazzi?

«La loro goliardia: è stata una classe molto simpatica, che ha saputo scherzare con i professori anche partecipando attivamente alle lezioni. Mi mancheranno quindi i tanti momenti passati insieme».

Si rivede un po’ nei suoi ragazzi?

«Diciamo che mi vedo sotto esame come loro: non lo sanno, ma dopo che avranno finito gli esami, a luglio sarò io sotto esame: farò il concorso per diventare di ruolo». l

L.B.



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