Gioco
Livorno, ecco cosa sta succedendo nel Pd: Tomei in pole per il dopo Mirabelli
L’assessorato è incompatibile col segretario. In ballo anche il capogruppo in consiglio comunale
Livorno I giochi per la giunta sono chiusi: il Partito democratico ha ottenuto l’inserimento nella squadra di governo locale del suo segretario Federico Mirabelli, ora assessore alle opere pubbliche. Ma chiusa una battaglia se ne apre un’altra. E cambia lo scenario: «per statuto non posso rimanere alla guida del Partito democratico», dice Mirabelli.
E quindi? «L’assemblea eleggerà un nuovo segretario». Oltre che per il posto da segretario, poi, è aperta anche la corsa per il ruolo di capogruppo in Consiglio comunale. La flotta di 14 consiglieri comunali, così come tutto il partito livornese, dovrà essere guidata «da una persona che sappia tenere unito il partito». Si esprimono così i vari esponenti del partito contattati per dire la loro. Ma andiamo con ordine. Il segretario in carica non decade automaticamente essendo stato nominato assessore, ma date le regole del partito si deve comunque dimettere. Le dimissioni, però, non porteranno nell’immediato alla nomina di un nuovo leader: Mirabelli, da segretario uscente, seguirà personalmente la transizione tra la sua segreteria e quella nuova, d’accordo con i vertici locali e regionali del partito.C’è da chiudere l’avvio della consiliatura, e quindi da nominare il nuovo capogruppo, da eleggere il presidente del Consiglio comunale e da impostare le nuove commissioni.
«È giusto che il segretario che ha portato avanti un percorso lo concluda. Il nuovo segretario deve avere davanti a sé una situazione pulita», è l’univoco commento che esprime radio-Pd rispetto alla scelta della transizione di Mirabelli. La scelta del nuovo segretario, quindi, spetta ai circa ottanta membri dell’assemblea cittadina, che lo dovranno eleggere a maggioranza. Nel 2019, quando l’allora segretario Pd Rocco Garufo venne nominato assessore al commercio, la giunta si insediò il 18 giugno e Mirabelli diventò segretario il primo agosto. Quest’anno i tempi dovrebbero essere simili, tenendo conto che alla prima assemblea utile convocata Mirabelli si dimetterà ufficialmente.
Nonostante il partito dica che «i giochi devono ancora iniziare», sono due i nomi che insistentemente circolano nelle ultime ore per ricoprire le cariche di segretario e di capogruppo del Consiglio comunale: Piero Tomei e Valerio Ferretti, entrambi eletti in consiglio comunale con un alto numero di preferenze. «A me piace essere utile al partito, compatibilmente con le mie capacità», dice Ferretti. Che non si sfila dalla corsa quindi, sapendo che «c’è il mio nome in ballo, soprattutto per il Consiglio comunale. Per motivi lavorativi, mi tornerebbe difficile fare il segretario. Ma mi ripeto: sono a disposizione del partito». A disposizione del Pd è anche Piero Tomei: «se qualcuno fa il mio nome per il ruolo di segretario non può che farmi piacere. Ma mi sembra presto per parlare di ruoli, il processo ancora non è iniziato». Quindi Tomei sarebbe disposto anche a fare il capogruppo? «Ci sono tanti uomini e donne validi, sarà il gruppo che scegliere autonomamente. L’importante è che la scelta venga fatta su una base unitaria, non perché si è schleiniani o bonacciniani».
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