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Da Livorno sta conquistando il mondo: premio alla carriera all'artista Antonio Vinciguerra
Il riconoscimento durante la Biennale di Venezia, per il Menotti Art Festival: "Lo dedico al mio maestro Giovanni March"
LIVORNO. All’artista Antonio Vinciguerra, un’ulteriore conferma di questa eccellenza internazionale di casa nostra: alla Biennale di Venezia in nostro pittore e scultore è stato premiato nei mesi scorsi con un riconoscimento alla carriera, al Menotti Art Festival, alla presenza di un parterre di ambasciatori, artisti, accademici e capi di stato. Ma la “pensione” professionale per il nostro concittadino è ancora lontana con la sua esposizione nella Città del Vaticano per far ammirare le sue opere premiate a Venezia e in particolare “L’uovo fatale” con il quale Vinciguerra ripropone ciò che i critici di arte definiscono il “trompe l’oeil” ovvero un espediente che dà l’illusione bidimensionale che Vittorio Sgarbi definì “la presenza dell’assenza”.
Di Vinciguerra il bassorilievo alla Porta San Marco che ricorda moti livornesi, le otto formelle in bronzo sul portale del Duomo, il ritratto di Giovanni Paolo Secondo al Santuario di Montenero, la via crucis in Banditella con inoltre 15 sculture e varie opere alla chiesa di san Jacopo. Suo anche il busto del presidente Carlo Azeglio Ciampi al Goldoni. Il pittore e scultore è universalmente riconosciuto come l’erede vivente dei grandi della tradizione artistica livornese. «L’emozione è tanta e il mio pensiero è andato a chi considero il mio maestro, Giovanni March che conobbi nel 1960 e che mi invitò a far parte del Gruppo Labronico», racconta il maestro. E un pensiero pure a Picasso che Vinciguerrra incontrò. Non mancano riconoscimenti da talenti come i critici d’arte Antonello Trombadori, Zeri e Vittorio Sgarbi.
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