Gioco
Livorno, i fedeli scrivono una lettera al Papa per "salvare" il parroco: «Don Cornelio deve restare qui»
La protesta arriva dopo il trasferimento del parroco di San Matteo: «Siamo spiazzati e smarriti».
Livorno «Siamo spiazzati e smarriti». Hanno scritto una lettera a Papa Francesco perché don Cornel Benchea (per tutti don Cornelio) resti a capo della parrocchia di San Matteo. La Diocesi di Livorno, guidata da monsignor Simone Giusti, ha di recente firmato le nuove nomine per la guida pastorale delle parrocchie e don Cornelio, dal 1° luglio, sarà destinato come vicario alla comunità pastorale di Sant’Agostino, Nostra Signora del Rosario e Sette Santi Fondatori. Una decisione che ha gettato i fedeli nello sconforto perché quel parroco è ormai un punto di riferimento. «Lui è il nostro amico di quartiere, il nostro pastore, il vicino della porta accanto – spiega Giuseppina Saltarelli, in rappresentanza di un gruppo di fedeli – La nostra è una parrocchia che, negli anni Settanta, era molto frequentata (soprattutto da giovani di tutte le età) perché gestita bene dall’allora parroco don Renato. Con la sua scomparsa, la comunità si è sgretolata e i parrocchiani si sono dispersi e chi è arrivato dopo non è riuscito a mantenere viva la chiesa e a riavvicinare la gente, ritrovandosi così con una parrocchia frammentata e difficile da riunire e risollevare». Poi, 14 anni fa, l’arrivo di don Cornelio. «Un giovane parroco che, con impegno e dedizione, è riuscito a compiere questa ardua impresa. Ha saputo invogliare i giovani ad avvicinarsi di nuovo alla chiesa che attualmente è frequentata da ragazzi di ogni età come un tempo, ha richiamato a sé i vecchi fedeli che si erano allontanati per vari motivi, ha portato adulti al battesimo, persone di ideologie politiche avverse a diventare attivi in chiesa – proseguono i parrocchiani di San Matteo – Ha dato il via a una serie di ristrutturazioni edili che hanno portato al rinnovo dei locali, rispettando i pagamenti, e tante altre opere di bene. In pratica, a ogni ora le messe sono affollatissime e lui accoglie tutti con cordialità e saluti personali». Ora, però, temono che il trasferimento del parroco faccia regredire la parrocchia. «Senza di lui i parrocchiani ritorneranno a disperdersi e noi non vogliamo che questo accada, vanificando tutto il lavoro che don Cornelio ha fatto in questi lunghi anni – proseguono – Quindi, con questa lettera, vorremmo chiedere con cortesia di non trasferire don Cornelio dalla parrocchia di San Matteo».
Il vescovo di Livorno, monsignor Giusti, sta riorganizzando la Diocesi attraverso le unità pastorali, una sorta di super parrocchie che prevedono anche lo spostamento di alcuni parroci. «Don Cornelio era informato del suo trasferimento dopo 14 anni trascorsi a San Matteo e l’ha accettato di buon grado. Fa comunque piacere l'attaccamento che i parrocchiani dimostrano nei suoi confronti », concludono dalla Diocesi.l
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