Il Tirreno

Livorno

Il personaggio

Comunali a Livorno, Ilario Lensi tre volte candidato e mai una preferenza: «Così servo la politica»

di Franco Marianelli

	Ilario Lensi
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Ilario Lensi

L'ex operaio della Spica candidato con Città Diversa non è l'unico a non aver ricevuto nemmeno un voto alle ultime amministrative

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Livorno Loro sono il popolo dello “Zeru tituli” calcistico, come da Mourinho pensiero, adeguato alla politica ovvero i candidati a“zero preferenze”, gli uomini e le donne che hanno dato la loro disponibilità a tirare il carretto dei propri partiti in campagna elettorale, di metterci la faccia e che nobilmente hanno deciso di non attribuirsi neanche l’autopreferenza scrivendo invece sulla scheda il nome del capolista o comunque del candidato che si ritenesse il più meritevole di approdare in Consiglio Comunale. La categoria è composta da una quarantina di uomini e donne più che altro candidati nelle liste che hanno preso comunque di per sé pochi voti. Ma non ne mancano tre in Fratelli d’Italia, due nei 5 Stelle,uno cadauno per la Lista Civica Salvetti, l’Alleanza Verdi- Sinistra e la Lega.

A nome di tutta la categoria abbiamo deciso di parlare con Gianmarco Mancini, candidato del partito di Matteo Salvini, che ha riportato sì il 9 giugno lo scarno risultato in oggetto ma che nel passato ha avuto, all’opposto, l’abitudine di prendere le preferenze in gran numero (1.463 per l’esattezza) grazie alle quali fu eletto nel 1992 alla Camera (quando ancora si votava con il proporzionale puro) per la stessa Lega (allora) Nord, primo leghista toscano a occupare uno scranno in parlamento ed eletto precisamente nella circoscrizione Livorno-Lucca-Massa Carrara – Pisa.

Mancini è lucchese, ma si è presentato a Livorno. «Con la vostra città ho sempre avuto un rapporto particolare – racconta –, da voi a suo tempo sono stato commissario del partito e ho uno splendido sentimento di amicizia con i leader labronici Carlo Ghiozzi e Michele Gasparri. Quando mi hanno proposto di contribuire a completare la lista ho accettato di buon grado. Non potevo votare, ma non mi sarei comunque votato perchè i candidati nella mia posizione si offrono per spirito di servizio e per completare le caselle nominative in lista. Che senso avrebbe avuto votare per me?».

Ilario Lensi invece è un veterano dello “zero tituli”: per tre volte candidato nelle ultime tre tornate elettorali nella lista “Città Diversa” di Marco Cannito. «Non solo non mi sono mai votato – dice Lensi, già operaio della Spica e poi dell’Inalfa – ma mi sono sempre impegnato affinché tutti i miei amici e miei parenti votassero per Marco che è una persona che stimo moltissimo. A tutti quelli che mi contattavano durante le campagne elettorali per comunicarmi il possibile voto chiedevo di attribuirlo al capolista. Per lo stesso fine ho fatto il militante attivo in tutte le tre campagne elettorali distribuendo volantini e collaborando ad organizzare le iniziative della nostra storica lista. Penso di rappresentare e di poter parlare per tutte quelle persone che, al di là, della fede politica, credono ancora nelle idee e che sono disponibili a far politica dal basso senza avere aspirazioni particolari. E in questo caso aver riportato zero preferenze è una medaglia al merito».

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