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Livorno, fermati sull'auto rubata su viale Italia con un coltello e uno sfollagente

Il sequestro
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Il sequestro

Hanno cercato di eludere il controllo della polizia, ma non ci sono riusciti. La macchina sulla quale viaggiavano, fra l'altro, era stata portata via da un garage

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LIVORNO. Un cacciavite, un coltello e uno sfollagente. Li ha sequestrati la polizia di Stato, con gli agenti della Squadra volante, «nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio disposti per contrastare la criminalità diffusa, attorno alle 4,30 di mercoledì 12 giugno». Tutto è partito dal mancato alt, sul viale Italia, di una Fiat 600 gialla. «Il conducente, alla vista delle volanti – spiegano dalla polizia – ha aumentato la velocità cercando di eludere il controllo, ma nonostante ciò dopo alcune centinaia di metri gli agenti sono riusciti a bloccare il mezzo». A bordo due persone: al volante un trentacinquenne tunisino e, dal lato del passeggero, un quarantacinquenne marocchino. «I due stranieri, molto nervosi al controllo – prosegue la questura – nonostante avessero le chiavi dell’auto, non sapevano giustificarne il possesso. Il mezzo era di una cittadina livornese che, contattata telefonicamente, ha dichiarato di aver regolarmente parcheggiato la macchina lunedì scorso nel garage di proprietà, senza più utilizzarla. Poi, scesa nel box, ha scoperto che non c’era più». Accertato il furto dell’auto, con i due che sono stati subito denunciati per ricettazione, la perquisizione del veicolo ha permesso di trovare in possesso del conducente uno sfollagente telescopico in acciaio, mentre in possesso del passeggero un cacciavite a taglio della lunghezza complessiva di 20 centimetri e un coltello a serramanico di 19. «Inoltre dal controllo alla banca sati il tunisino è risultato avere a suo carico due ordini del questore di Pisa di lasciare il territorio nazionale – conclude la polizia – mentre il marocchino risultava avere numerosi precedenti di polizia, nonché condanne per reati contro il patrimonio, nello specifico furto e stupefacenti, e in atto un rintraccio per la notifica del provvedimento di esecuzione di pene». Per loro è scattata quindi anche la denuncia per porto abusivo di oggetti atti a offendere.
 

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