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Comunali a Livorno, Salvetti bis è un trionfo. Guarducci e Barale fanno flop

di Federico Lazzotti
Comunali a Livorno, Salvetti bis è un trionfo. Guarducci e Barale fanno flop

Il sindaco uscente confermato al primo turno, ma vince anche l’astensione. Il centrodestra scarica il candidato, mentre il Primo Polo non sfonda

11 giugno 2024
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LIVORNO. Trionfa Luca Salvetti, insieme alle liste di centrosinistra, con in testa il Pd che torna a sfiorare il 35% in città come non succedeva da tempo. Crolla il centrodestra che riesce a fare un disastro con Alessandro Guarducci peggiorando – e di molto – il risultato della coalizione ottenuto cinque anni fa con Andrea Romiti (26,64% e seimila voti in più): al ballottaggio senza il vento in poppa del governo. Il candidato del Rinnovamento perde sia i voti della destra (che alle Europee arriva al 30,2%) sia quello dei moderati che evidentemente hanno preferito scegliere altro, forse perfino Salvetti. Tutto questo senza contare il 4% e spiccioli ottenuto della lista Guarducci più Azione.

Delude, infine, il Primo Polo che nonostante le sei liste collegate e tanto entusiasmo, invece di sommare – come speravano- le percentuali ottenute in passato dalle singole realtà a cominciare da 5 Stelle e Buongiorno Livorno, addirittura dimezza il consenso, rimanendo a galleggiare molto sotto il 20%.

Ma in qualche modo, purtroppo, perde anche la democrazia rappresentativa, visto che ha votato solo il 55% degli aventi diritto (sette punti in meno rispetto all’ultima tornata, che in termini assoluti corrisponde a 10. 373 voti). Trasformando così il partito dell’astensionismo in quello più numeroso. Capace, dopo aver disertato le urne, di bubbolare da domani mattina, dimenticando di aver preferito fare altro invece di esprimere la propria preferenza.

Ma al di là dei numeri, il grande vincitore di questa tornata elettorale è Luca Salvetti, 58 anni a settembre. Il giornalista cresciuto in Borgo, prestato alla politica cinque anni fa, rieletto sindaco di Livorno al primo turno senza passare dal ballottaggio: da sempre un (secondo) round faticoso e con qualche insidia. A Livorno non succedeva dal paleolitico delle amministrative: era il 2009 e Alessandro Cosimi spazzò via Marco Taradash. Così il candidato civico che ha teorizzato il modello Livorno dopo lo schiaffo dei Cinque Stelle al centrosinistra del 2014, esce dalle urne più forte che mai, addirittura più solido di cinque anni prima, sintesi che piace (agli elettori) tra il prodotto della società civile e la macchina partitica, un po’ anchorman che ci mette la ghigna, un po’ compagno del calcetto del mercoledì.

Un successo legato a doppio filo al risultato delle “sue liste” che a differenza del 2019, quando furono residuali nell’esito del voto, oggi diventano protagoniste del risultato, portando oltre dieci punti percentuali, quelli che hanno evitato il ballottaggio. In particolare Livorno Civica (il tandem degli assessori Raspanti-Cepparello) che fa meglio dei Cinque Stelle andando sopra l’8%.

Se da un lato il risultato blinda l’operato del sindaco per i prossimi cinque anni, la fiducia della città va ripagata con un piano di rilancio, in particolare per garantire lavoro ai giovani (magari a tempo indeterminato), servizi alle famiglie (parametrati su reddito ed esigenze) e un sistema di cura del bello più organico. Della Livorno del 2024 Salvetti, per ora, ha parlato poco in campagna elettorale, ripetendo di voler proseguire ciò che ha messo in cantiere e consolidando il lavoro fatto. Una strategia di chi ha una posizione di vantaggio evidente e non vuole rischiare di avvantaggiare gli avversari. Che a dire il vero hanno fatto poco per metterlo in difficoltà tra fumi e Cubone. Ma da oggi, ovviamente la storia cambia. Salvetti visto il risultato può osare, perfino sognare di cambiare davvero in meglio la città. Pensando non solo alla Livorno del 2024. Ma mettendo le basi economiche e sociali per quella del 2050. I livornesi che lo hanno votato gli chiedono questo. Da chi ha perso giusto pretendere un’opposizione serie e costruttiva.  

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