Il Tirreno

Livorno

Elezioni comunali 2024
Il caso

Livorno, l’ultimo veleno tra candidati sindaco: «Violato il silenzio elettorale»

di Federico Lazzotti
Livorno, l’ultimo veleno tra candidati sindaco: «Violato il silenzio elettorale»

Guarducci e Barale a Salvetti: «Nei seggi a fare propaganda». La replica: «Macché, sono stato in tre sezioni ad augurare buon lavoro Altri hanno fatto peggio»

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Livorno L’ultimo veleno sulle elezioni amministrative a Livorno – mentre le urne sono ancora aperte – è una catena di accuse e sospetti tra i tre candidati più accreditati al possibile ballottaggio. Al centro delle polemiche la presunta violazione del silenzio elettorale denunciata da Alessandro Guarducci – coalizione del Rinnovamento (centrodestra e Azione) – nei confronti del sindaco Luca Salvetti, alla quale si è poi aggiunta anche la candidata del Primo Polo Valentina Barale. Al sindaco in carica i due sfidanti contestano un presunto «tour elettorale compiuto nei seggi durante le votazioni». In particolare nella giornata di sabato.

La ricostruzione

Guarducci – scrivono dall’entourage del giornalista – si è presentato in un solo seggio elettorale, quello dove ha votato, mentre purtroppo si sono moltiplicate in giornata le segnalazioni riguardo al candidato del Pd che avrebbe effettuato una sorta di tour elettorale in diverse sezioni. «Mi domando – si chiede Guarducci – se la prefettura sia stata informata dalle forze dell’ordine presenti ai seggi di questa presunta anomalia, dato che in queste ore non si può fare nessuna attività di propaganda all’esterno della propria sede elettorale».

Stessi toni anche da parte di Barale: «Ci hanno riferito – spiega – che Salvetti sabato ha fatto parecchi giri nei seggi, non solo quello dove doveva votare. Questo non ci sembra un atteggiamento consono e corretto da parte di un sindaco uscente. Non so gli altri candidati, ma personalmente io ho votato al mio seggio e sono tonata a casa». La candidata del Primo Polo ne fa una questione psicologica nei confronti dei votati (quel gruppetto che Salvetti può avere incrociato ai seggi) .

«Già con la presenza – dice – si può comunque influenzare. Ecco perché non è atteggiamento di correttezza. Se si struggeva di augurare buon lavoro agli scrutatori lo poteva fare a seggio schiuso. Ma non credo fosse quella la necessità. Detto questo se si va a vedere la normativa non è nemmeno regolare, ma non sono una che fa ricorso o esposti. Dico solo che non è elegante comportarsi così. Ma è abbastanza noto come io e il sindaco abbiamo due concetti di opportunità diversi e lontani. Sicuramente funziona di più il suo approccio, ma non è un modo di fare che ci piace: sfruttare la notorietà non va bene. Perché così non gioca ad armi pari».

La replica

La replica di Luca Salvetti non tarda ad arrivare: «Rispondo che sono andato in tre seggi oltre al mio accompagnando i miei collaboratori a votare. In quel contesto ho colto l’occasione per salutare i dipendenti comunali, le forze dell’ordine, presidenti e scrutatori con un semplice: “In bocca al lupo e arrivederci a tutti”. Questa è la formula che ho usato».

Poi il sindaco in carica rilancia mostrando screeshot di post su Facebook, in particolare da parte di candidati del Primo Polo «Vedo che Barale e suoi hanno, invece, più volte tradito il mandato del silenzio elettorale», spiega facendo i nomi di candidati. «La realtà – va avanti – è che bisognava stare a delle regole e loro non ci sono stati, io sono andato in tre seggi e ho salutato le persone ringraziandole, un candidato non può andare a fare propaganda e io non sono andato a fare propaganda. Al contrario, da sindaco, sono andato anche a salutare le centinaia di lavoratori e lavoratrici comunali che sono all’anagrafe, all’ufficio elettorale e alla municipale perché in qualità di sindaco questo è il mio compito e lo svolgo molto volentieri. E a chi mi critica dico che la gente l’ho già salutata durate la campagna elettorale».

I dati

A Livorno alle 19 l’affluenza alle urne per le elezioni amministrative è stata del 47, 64% pari a 64.925 votanti. Più alta quella alle Europee: 48, 66%. Un dato molto al di sopra di quello nazionale. Che è rimasto costante per i due giorni delle elezioni: alle 12 il dato per le amministrative era del 30,69%, ancora maggiore per le Europee dove si arrivava al 31,41%. Sabato alle 23 aveva invece votato meno di un elettore su cinque. Alle urne si era presentato il 18,14% degli aventi diritto (24.729 su 136.265) . Un dato che saliva leggermente per il voto europeo dove si registrava un’affluenza del 18, 54%. I seggi si sono chiusi ieri alle 23. Subito dopo è iniziato lo spoglio: prima per le elezioni europee e oggi, a partire dalle 14, per le amministrative. l

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