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Elezioni europee a Livorno, Bandecchi: «A livello nazionale speravo meglio, ma è il nostro punto di partenza»

di Stefano Taglione
L'imprenditore livornese Stefano Bandecchi, leader di Alternativa Popolare
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L'imprenditore livornese Stefano Bandecchi, leader di Alternativa Popolare

Il leader di Alternativa Popolare: «Terni, Livorno e Reggio Calabria sono le nostre roccaforti. Andiamo avanti, siamo partiti da zero. Chi si deve preoccupare sono Calenda e Renzi»

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LIVORNO. «Ci vuole tempo per scuotere Livorno, ma noi abbiamo piantato il primo semino. Fino a un anno fa, Alternativa Popolare, alle elezioni nazionali non esisteva nemmeno. Oggi ci siamo: speravo almeno nello 0,5% a livello nazionale, invece ci siamo fermati allo 0,39%. Livorno, Terni e Reggio Calabria sono le nostri basi di partenza, le nostri roccaforti: andiamo avanti, questo è solo il punto di partenza».

L’imprenditore Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e leader di Alternativa Popolare, insieme a Costanza Vaccaro era l’unico livornese candidato alle elezioni europee. Si è presentato con il suo partito, quello con il quale è stato eletto primo cittadino nella città umbra. Il fondatore di Unicusano, che nella nostra città sponsorizza l’atletica e il rugby, a livello provinciale ha raccolto personalmente 188 preferenze (su un totale di 1.271 voti, lo 0,82%), mentre nel comune di Livorno 119 (complessivamente, la lista, 851 suffragi, pari all’1,19%).

Bandecchi, come giudica il risultato livornese di Alternativa Popolare per quanto riguarda le elezioni europee?

«Sono soddisfatto, era ciò che volevamo. Spero che a Livorno vedremo qualcosa di importante. Fra l’altro, a livello nazionale, siamo stati completamente ignorati a livello televisivo».

Lei in città ha raccolto 119 preferenze.

«Un buon risultato per un partito appena nato, chi si deve preoccupare sono altri». Chi? «A livello nazionale i partiti che, pensando di essere già a Strasburgo, sono rimasti fuori dalla contesta. Il nostro 0,39% vale molto più del loro risultato, questo è poco ma sicuro».

Si riferisce ad Azione e Stati Uniti d’Europa?

«Esatto, Carlo Calenda in particolare penso sia “andato”. Lui, Renzi ed Emma Bonino hanno perso molto, noi invece abbiamo conquistato consensi perché partivamo da zero».

A Terni, con Alternativa Popolare, avete sfiorato il 10%.

«È un risultato che mi soddisfa molto, perché abbiamo superato la Lega e Forza Italia. Tolto Fratelli d’Italia siamo il terzo partito della città». 

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