Gioco
Fresco in città a Livorno: saponi, legumi e shampoo alla spina all’insegna del bio
Ciari e Canaccini: «In via Corsica da 15 anni, qui tutto a filiera corta»
LIVORNO. Entri e noti subito attaccato al muro una sorta di distributore “alla spina”, non di birra ma di prodotti di igiene sia per la persona, sia per la casa: tu porti il contenitore da casa, lo riempi e passi alla cassa.
«Sa quanta plastica riusciamo così ad eliminare ogni anno? Non se lo immagina nemmeno. Noi la chiamiamo ecocosmesi», racconta Giada Ciari sorridendo. Lei, assieme all’amico Dario Canaccini gestisce “Fresco in città” in via Corsica, ovvero «L’unico centro in città veramente “bio” – dicono i due negozianti - dove la filiera corta la trovi davvero e dove è realmente rappresentata la campagna toscana». Con orgoglio mostrano tutti i loro “tesori” e li raccontano grazie all’iniziativa “I negozi del cuore”, lanciata da Confcommercio e amplificata dal Tirreno con l’obiettivo di valorizzare i negozi di vicinato e di quartiere.
«Noi i nostri fornitori li conosciamo uno per uno – prosegue Giada Ciari – e maciniamo chilometri per andare a visitare di persona i luoghi di produzione e di allevamento». In città sono specializzati nel “biologico”. E sono un punto di riferimento per tanti. «In realtà prima del periodo Covid ve ne erano altre di attività specializzate nel “biologico”, poi, però, con la riapertura gli esercenti non se la sono sentita di ripartire e quindi penso proprio di confermare che siamo gli unici».
Di fronte al “sapone alla spina” una sorta di slot machine: premi la leva e scende. Così per altri prodotti.
«E nel contenitore piovono fagioli, fagioli sfusi non confezionati ovviamente “made” nella campagna vicina».
Giada e Dario sono in via Corsica dal 2009 e il loro negozio rappresenta il classico negozio di quartiere. Un’attività che pulsa di comunità. Di senso di appartenenza. Di relazioni con i clienti. Un tipo di commercio che è linfa per i rioni cittadini.
«Sulla tutela dei negozi di vicinato non saprei anche se la nostra lotta contro lo spreco e per il riciclo ritengo che andrebbe in qualche modo premiata - sottolinea Ciari - Io so soltanto che per noi conta la specificità del prodotto che offriamo. Se vuoi mangiare “veramente fresco” (il nome del nostro negozio non è dovuto al caso) devi venire da noi altrimenti puoi tranquillamente recarti presso la grande distribuzione, scelta che per altri versi può ritenersi senz’altro più comoda».
Una signora che ascolta, a mo’ di conferma, mostra un uovo appena scelto come per dire «c’è gallina e gallina». L’attività è situata proprio nel cuore del vecchio borgo di San Iacopo. I due titolari raccontano il rapporto che hanno con la clientela. Un rapporto che fa la differenza. «È un rapporto di amicizia visto che ci incontriamo quotidianamente da oltre quindici anni. Da noi si viene anche per fare quattro chiacchiere».
E c’è spazio pure per il ritorno ad attimi vissuti in gioventù nel momento in cui entra un signore con una bottiglia di vetro vuota e la consegna a Dario Canaccini per averne un’altra uguale, piena di latte.
«È così: proprio come una volta – conferma e chiude Canaccini sorridendo - e del nostro latte conosciamo personalmente pure le mucche che lo producono».
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