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Livorno, candidati figlia e nipote del partigiano Moranino: chi sono e la loro storia

di Franco Marianelli
Livorno, candidati figlia e nipote del partigiano Moranino: chi sono e la loro storia

Nella lista di Livorno Popolare ci sono Vittorio e Simona

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Se nel 1965 un’italiana nasceva a Praga, quando ancora era capitale della Cecoslovacchia, il motivo non poteva che essere che in quegli anni molti perseguitati antifascisti, partigiani e intellettuali comunisti, soprattutto per motivi politici, si ritrovavano a Praga. Se poi, scorrendo le liste dei candidati alle prossime elezioni, leggi che questa persona, candidata con Livorno Popolare, di cognome fa Moranino comprendi la storia. Simona Moranino è figlia del celeberrimo partigiano comunista piemontese Francesco (nome di battaglia Gemisto) già comandante delle brigate Garibaldi e Pisacane. Dopo la guerra fu inoltre eletto parlamentare del Pci. Il capolista di Livorno Popolare è inoltre il nipote di Simona (ovvero figlio della sorella di Simona, Caterina Moranino) Vittorio Cateni che non porta il nome di battesimo a caso: il comandante partigiano sposò infatti Bianca Vidali, figlia di Vittorio Vidali, nome di battaglia Comandante Carlos, combattente rivoluzionario, antifascista, fondatore del V Reggimento nella guerra di Spagna, fondatore del Partito Comunista Messicano, agitatore negli Stati Uniti degli anni’20, eletto in Parlamento nelle stesse file comuniste.

Ma che ci fa questo ramo della famiglia Moranino-Vidali a Livorno? A risponderci è Caterina Moranino (non candidata) con la quale parliamo assieme ai due familiari in lista: «Semplice: per motivi di amore. Conobbi un livornese e mi trasferii da Roma a Livorno seguita poi da mia madre e mia sorella». Sono tutti e tre militanti di Potere al Popolo la cui lista ha un nome diverso (Livorno Popolare che appoggia Valentina Barale come sindaca) in virtù del “niet” del partito nazionale alla condivisione di coalizioni anche territoriali con i 5 Stelle.

Vittorio, 27 anni, fa il barista al “Parchino”, il chiosco del parco accanto al fu cinema Odeon e ha un profilo su Instagram con 30mila seguaci, dove porta argomenti di politica e attualità, spesso in chiave ironica: «Così abbiamo deciso con il gruppo livornese in funzione di un affiancamento ad Aurora Trotta che in questi anni si è fatta carico di un grande lavoro fuori e dentro il consiglio. Sono in lista per spirito di servizio, e ho la consapevolezza che un cambiamento con noi può arrivare, siamo una lista giovane e agguerrita, e spero di portare un contributo importante per raccontarlo e farlo comprendere alle persone».

Stesso impegno per la candidata-zia Simona che aggiunge: «La nostra famiglia ha sempre seguito gli ideali di mio padre in più campi: io per diversi anni sono stata attiva in un’associazione culturale con progetti di solidarietà rivolti al popolo Saharawi». La mamma di Vittorio, ricorda che il padre – a 26 anni – è stato il più giovane costituente in Parlamento. Riguardo alle accuse a Moranino (ci fu un processo nel dopoguerra per l’uccisione di altri partigiani e di un agente dei servizi segreti alleati ndr) sostiene che il processo fu svolto «in un clima revisionista verso la Resistenza e di copertura dei fascisti. La sua condanna – prosegue – fu causata solamente dalla necessità dei governi democristiani di criminalizzare i comunisti. Non ci furono mai prove oggettive del suo coinvolgimento. Fu un processo politico. Tra l’altro mio padre fu in prima linea per denunciare certi “intrallazzi” di quei governi quindi».

Il partigiano per evitare l’arresto e prima dell’amnistia avvenuta nel 1968 visse ed ebbe le figlie nei paesi dell’Est (Romania e Cecoslovacchia dove diresse Radio Praga).«Nelle mie case – racconta Caterina – sono entrati tutti i più grandi nomi della nomenklatura comunista e grandi intellettuali e politici come Pierpaolo Pasolini e Giancarlo Pajetta. Nella nostra attuale casa in Venezia a suo tempo venne a trovarci il braccio destro di Gorbacev Anatoly Cernaev». Avete sempre fatto politica? «Ce l’abbiamo sempre avuta nel sangue -è la risposta a tre voci – e a nostro giudizio Potere al Popolo è la forza che più rappresenta i valori del Pci». E per Livorno che propongono i due candidati?

«Le nostre lotte sono a sostegno delle classi più deboli e a favore della giustizia sociale. C’è chi dice che il Pd sia erede di quella storia: è una bufala. A Livorno – dice Cateni – vedo un partito di clientele. Ho conosciuto alcuni dirigenti nel momento della costituzione di un punto ristoro allo storico circolo del Cantiere. Anche simpatici. Poi però quando si rendono conto che non hai la loro idea politica cessano di essere simpatici».
 

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