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Livorno, spara dall’auto contro un camper in Banditella: «Mi sono salvato per un minuto»

di Stefano Taglione

	Il camper di Roberto Gottardi, a destra il finestrino in frantumi e sotto il proiettile d’acciaio ritrovato dal proprietario
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Il camper di Roberto Gottardi, a destra il finestrino in frantumi e sotto il proiettile d’acciaio ritrovato dal proprietario

Choc in via Provenzal: vittime due turisti arrivati in città dal Trentino. «Ci hanno detto che lì sono insofferenti ai nomadi, noi forse scambiati per loro»

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LIVORNO. «Un minuto prima ero seduto proprio accanto al finestrino andato in frantumi. Mi avrebbero colpito. Ho visto la macchina dalla quale è partito il colpo: una berlina color oro. Siamo fortunati, poteva andare veramente peggio». A parlare, ancora sotto choc, è il sessantasettenne trentino (di Lavis) Roberto Gottardi, che insieme alla sua famiglia ha scelto Livorno e la Toscana per una gita in camper di una ventina di giorni, trascorsa fra la nostra città, la costa etrusca, Prato e Peccioli, in provincia di Pisa.

Un viaggio che poteva trasformarsi in tragedia, visto che attorno alle 13,45 di mercoledì 29 maggio una persona, probabilmente con una pistola ad aria compressa, ha sparato un proiettile d’acciaio contro il camper in sosta in via Provenzal, in Banditella, distruggendo un finestrino. Il vetro dal lato del conducente del mezzo, dalla parte del sedile dove Gottardi era seduto fino a un minuto prima dell’agguato. «Sono camperista dal 1996, mai successo niente del genere – racconta il sessantasettenne – e mi hanno detto che quel quartiere, a Livorno, è insofferente verso i nomadi in sosta col camper. Mi sono trovato evidentemente nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ci hanno evidentemente scambiato per loro, anche se è chiaro che non lo siamo, un occhio attento lo vede, non eravamo certo accampati da giorni, ma lì da poche ore. Noi eravamo arrivati la sera prima, abbiamo dormito lì, e la mattina siamo andati a fare una passeggiata sul lungomare per poi andarcene. Il vetro nuovo in officina mi è costato 130 euro, è andata bene, potevano veramente farci del male».

Lui e la famiglia avevano da poco pranzato sul mezzo. E subito dopo, in ogni caso, sarebbero ripartiti. «Subito ho pensato a un sasso sulla fiancata – le sue parole – visto che ho sentito scricchiolii tipici di un cristallo che va in frantumi. Poi, sul vetro, ho visto la ragnatela con il foro, trovando una sfera d’acciaio accanto alla portiera. Qualcuno, a bordo dell’autovettura transitata in quel momento, ha volontariamente lanciato la sfera con l’ausilio di un attrezzo ad aria compressa. Questo mi è stato confermato dall’addetto che mi ha sostituito il cristallo, visto che lo stesso è stato forato senza disgregarsi. Se penso che ero seduto al posto di guida fino ad un minuto prima e che potevo essere colpito in testa mi vengono i brividi».

Il camperista ha sporto denuncia ai carabinieri di Ardenza, «ma non mi hanno dato molte speranze per individuare il responsabile. Sono rimasto molto scosso da questo episodio che poteva avere risvolti molto gravi – prosegue Gottardi – Non capisco il senso di questo danno che mi hanno fatto. Non ero d’intralcio ne provocavo disturbi. Ero fermo lungo strada, come altri veicoli. Quello che mi sconcerta è che l’azione poteva avere risvolti gravi sia per la mia persona, che per chi poteva transitare sul marciapiede. Nei pressi c’è pure una scuola e da poco erano passati vari genitori e alunni. Condividendo l’esperienza sui canali social con altri camperisti ho avuto la conferma che episodi simili sono già accaduti. Credo che quanto successo a me debba essere divulgato alla popolazione per far comprendere che non è il sistema corretto per risolvere le problematiche del convivere civilmente e per non innescare una spirale di autodeterminazione di giustizia. Non credo che Livorno meriti questo tipo di pubblicità». l

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