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I carabinieri celebrano 210 anni, stamani la festa: «400 arresti, più di uno al giorno»
Nel corso dell’ultimo anno, in tutta la provincia, ricevute oltre 15mila denunce Scoperti gli autori di 593 furti e di 38 rapine, cento i chili di droga sequestrati
LIVORNO. Quattrocento arresti nel corso dell’ultimo anno: più di uno al giorno su tutta la provincia di Livorno. Mentre le denunce ricevute nelle varie caserme del territorio sono state oltre 15.000. Numeri impressionanti, che certificano la capillare presenza dei carabinieri nei nostri comuni, tanto che il 74,17% delle querele presentate alle forze dell’ordine partono proprio dalle scrivanie di marescialli o luogotenenti. Stamani, anche in città, l’Arma celebra il 210esimo anno dalla sua fondazione, con una festa che il 5 giugno inizierà alle 8,30 al comando provinciale di viale Fabbricotti e proseguirà, alle 10,20, con il cerimoniale e la consegna degli encomi.
I dati
Complessivamente, negli ultimi 12 mesi, le centrali operative livornesi hanno ricevuto circa 32.000 telefonate, «spaziando dalle semplici richieste di informazioni – spiegano i militari – agli interventi strutturati contraddistinti dall’urgenza e delicatezza e hanno presidiato il territorio con 28.059 servizi esterni, che hanno permesso di identificare 84.603 persone, sottoporre a controllo 61.141 veicoli, nonché svolgere 1.777 servizi di ordine pubblico». Significativa l’attività di ricezione delle denunce: oltre 15.000 quelle presentate nei comandi territoriali, a fronte delle quali «sono stati denunciati all’autorità giudiziaria un numero di delitti pari al 74,17% del totale di quelli perseguiti dalle forze dell’ordine dell’intera provincia, potendo calcolare ben 15.405 reati denunciati su un totale di 20.768. Questi dati consentono di comprendere le dimensioni della quotidiana e incessante attività svolta dall’Arma di Livorno che, peraltro, al di fuori del capoluogo assicura quasi in via esclusiva i servizi di prevenzione e controllo del territorio. Il riscontro, in termini numerici, di questo costante e imponente impegno si trova nei quasi 400 arresti eseguiti, nelle oltre 3.500 denunce presentate e trattate con le successive attività di indagine, riferiti allo scorso anno e ai primi mesi del 2024».
I “codici rossi”
Particolare attenzione è riservata ai cosiddetti “codici rossi”, attivati in occasione delle violenze di genere. Donne, spesso, picchiate dai mariti violenti. Donne che sempre più, ora, hanno il coraggio di denunciarli. «L’attività di contrasto in materia di violenza di genere svolta dall’Arma di Livorno – spiegano dal comando di viale Fabbricotti – ha consentito di operare 40 arresti, in flagranza di reato e su ordine di custodia cautelare emesso dall’autorità giudiziaria, oltre a 316 denunce. Proceduto anche all’esecuzione di 25 arresti domiciliari e 54 fra ordini di allontanamento, divieti di avvicinamento alla persona offesa, nonché obblighi e divieti di dimora. In tema di violenze sessuali sono state 37 le persone denunciate. «Nell’ambito della rete antiviolenza dell’Arma – spiegano i carabinieri – sono attivate tre “stanze rosa” appositamente dedicate all’ascolto delle vittime di violenze, si tratta di locali adeguatamente attrezzati e riservati alle cosiddette “fasce vulnerabili”, coloro che risentono delle difficoltà proprie di chi denuncia episodi che afferiscono alla sfera intima e privata e che spesso riguardano anche i minori. Si trovano all’interno delle strutture dell’Arma di Livorno, Cecina e Portoferraio e la loro creazione è stata possibile grazie all’efficace collaborazione con “Soroptimist International Italia”, nell’ambito del progetto denominato “Una stanza tutta per sé”. Nello stesso ambito, alla fine dello scorso anno, anche a Piombino è stata realizzata un’ulteriore quarta “Stanza tutta per sé” portatile: costituita da un kit di ascolto dotato di personal computer, microfono e una webcam dentro una valigetta portatile, che dovrà permettere ai carabinieri in attività di settore di poter raccogliere, in qualsiasi luogo, la vicenda e le indagini richiedano, le dichiarazioni delle vittime di violenza nonché poter registrare con alta sensibilità acustica e senza interruzioni, ogni elemento utile, rendendo in questa maniera l’approccio alle investigazioni meno traumatico possibile per le persone coinvolte sottoposte a prioritaria tutela e salvaguardia». Per quanto riguarda gli omicidi volontari, l’Arma labronica, ha proceduto in ben quattro inchieste.
Furti e rapine
«Particolare impegno è stato profuso nell’azione di contrasto ai reati contro il patrimonio – spiegano i militari – 59 le persone arrestate e 593 quelle denunciate per furto con un significativo aumento rispetto ai 34 arrestati e 334 denunciati dell’anno precedente». L’Arma ha inoltre proceduto su 77 rapine commesse in provincia, «per cui sono stati denunciati 38 autori di cui 17 arrestati».
Lotta alla droga
Consistente e in decisivo aumento è stata l’attività di contrasto al narcotraffico: 83 le persone arrestate, 104 quelle denunciate a piede libero e 253 le persone segnalate all’autorità amministrativa quali assuntori abituali di sostanze stupefacenti. Cento i chili di droghe sequestrate, fra cui cocaina, hashish, eroina, cannabis, ecstasy e ketamina. «I nuclei operativi delle quattro Compagnie e soprattutto le stazioni hanno portato allo scoperto l’esistenza disseminata su tutti i territori della provincia di vere e proprie centrali di spaccio “domestiche”».
Contrasto alle truffe
Il fenomeno delle truffe ha portato, in tantissime occasioni, i carabinieri a incontrare gli anziani per sensibilizzarli su come evitarle. Militari che, chiaramente, hanno poi fatto di tutto per rintracciare coloro che purtroppo, gli stessi anziani livornesi, erano riusciti a raggirarli con le svariate tecniche di convincimento. «Il fenomeno delle truffe, per quanto insidioso e presente in provincia – concludono dall’Arma – ha visto crescere il numero delle persone denunciate, grazie alla sempre maggiore attività di sensibilizzazione promossa a livello nazionale e locale, e alla conseguente maggiore consapevolezza del rischio di raggiro da parte della popolazione: 380 i presunti autori individuati e denunciati a fronte dei 235 del precedente periodo di riferimento e a fronte delle oltre 1.600 denunce presentate». l
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