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Gabbiani, cestini, rifiuti e sanzioni: l’Aamps scivola sui manifesti in inglese
Livorno, l’azienda si scusa per l'errore di concordanza tra l'articolo e il sostantivo e la traduzione di multa: «Stiamo provvedendo a toglierli e a rimetterli corretti»
LIVORNO. Affissi. Contestati per errori grammaticali e di traduzione della lingua inglese. Tolti (gli addetti stanno provvedendo) e a strettissimo giro ne saranno riposizionati di nuovi e corretti. Breve storia triste per i manifesti di Aamps in doppia lingua che nei giorni scorsi hanno visto la luce in giro per la città. È la nuova campagna di comunicazione per sensibilizzare i cittadini (e i turisti) sul corretto conferimento anche dei piccoli rifiuti da inserire nei cestini. Contenitori getta-carte troppo spesso usati come ricettacoli di sacchetti dei rifiuti di casa. Che diventano “banchetti” per i gabbiani. Protagonisti dei manifesti poiché maggiori indiziati del reato di distruzione di sacchetto con successiva spazzatura sparsa per strada.
In via Chiarini lo strafalcione grammaticale “Feed a bin, not a gulls” salta agli occhi di tanti. Un articolo indeterminativo seguito da sostantivo plurale: non si può fare. Le alternative corrette da usare sono due: “Feed a bin not a gull”, oppure “Feed the bins not the gulls” (dai da mangiare ai cestini non ai gabbiani) . Pure la traduzione di “sanzioni” lascia a desiderare. Nella versione sbagliata è “penalty”, al singolare. Per carità, niente di trascendentale: in tanti alzeranno le spalle con un bel “badalì”. Altri magari non se ne accorgeranno: resta il fatto che è una campagna di sensibilizzazione per i cittadini, pagata con soldi pubblici. Dal canto suo Aamps chiede scusa. Provvede a correggere e ad affiggere nuovi manifesti. «È un errore pre-stampa ed è in corso la defissione che sarà ultimata quest’oggi (ieri ndr) – confermano da Aamps – I nuovi manifesti saranno stampati e sistemati con le opportune correzioni. La campagna ha come obiettivo spiegare ai cittadini al corretto conferimento anche dei piccoli rifiuti da inserire nei cestini, troppo spesso utilizzati impropriamente con sacchetti destinati invece alla raccolta “porta a porta” dei rifiuti. L’azienda si scusa con i cittadini per l’accaduto ringraziandoli per le pronte segnalazioni».
L’idea della doppia lingua italiano e inglese è ottima. Piace. Ma la lingua straniera va utilizzata per bene. Con controlli e competenze. «Il gioco di parole “Feed a bin not a gull” poteva essere simpatico in quanto rendeva umano il cestino da nutrire (il verbo Feed si usa, infatti, per gli animali) tuttavia lo scivolone grammaticale sul gabbiano ha rovinato l’insieme», afferma la prof Elena Lorenzini, anche interprete e traduttrice per la lingua inglese.
«L’importanza dell’inglese è nota a tutti, è il “passaporto per il mondo” – afferma Chantal Ciato, madrelingua, bilingue, laureata in Lingue e Letterature straniere -È importante saperlo usare in modo corretto per evitare incomprensioni e situazioni scomode. Certi errori saltano subito all’occhio. L’utilizzo scorretto di “gulls” un nome plurale dopo l’articolo indeterminativo “a”: la frase corretta sarebbe “feed a bin not a seagull”. Inoltre è evidente la noncuranza della traduzione “piccoli rifiuti”: dovrebbe essere tradotto con “small waste items”. Infine è sbagliata la traduzione di “sanzioni”: tradotto al singolare, “penalty” e non “penalties” al plurale. Sono dispiaciuta di vedere ancora certi tipi di errori: oggi sono disponibili molteplici strumenti per non commetterli». Nella nuova versione Aamps provvede a correggere col termine più appropriato “fines”, sanzioni. Al plurale.l
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