Gioco
Donazioni degli organi, livornesi al top: «È un ultimo atto d’altruismo»
Una donna di 74 anni ha deciso di farlo per cornee e tessuti
LIVORNO. L’ultima a farlo, solo in ordine cronologico, è stata una donna di 74 anni: come ultimo gesto di solidarietà e altruismo, attraverso la sua famiglia, ha deciso di donare le cornee e i tessuti. Un gesto non scontato, insito però nel cuore dei livornesi. Perché è proprio la nostra città, fra quelle oltre i centomila abitanti, una delle più generose da questo punto di vista a livello nazionale: nel cosiddetto “indice del dono” – la graduatoria pubblicata nel 2024 dall’Istituto superiore di sanità, sui dati del Centro nazionale trapianti – siamo quarti in Italia dietro Trento, Verona e Sassari, con un valore di 68,81. Poco significa, questo numero, letto così, visto che prende in considerazione i consensi dei cittadini espressi quando hanno rinnovato la carta d’identità elettronica. Ben il 77,9% delle persone, infatti, si è detto favorevole alla donazione, una cifra altissima.
Nell’Asl 43 donazioni
In tutta l’Asl Toscana nord ovest, dall’inizio dell’anno, sono state 43 le persone che hanno donato gli organi. Nelle scorse settimane, fra l’altro, per la prima volta proprio all’ospedale di Livorno un paziente ha potuto restituire una nuova prospettiva di vita a ben quattro persone, grazie a una «donazione multi-organi a cuore fermo», grazie alla partnership stabilita proprio dell’azienda sanitaria con i professionisti dell’Ecmo team dell’ospedale del cuore di Massa. «Questi medici – spiega Paolo Lopane, coordinatore delle donazioni di organi e tessuti per l’Asl Toscana nord ovest – vengono nelle terapie intensive dei nostri ospedali e collaborano con noi per identificare i donatori nell’ambito del programma della donazione controllata». I numeri sono decisamente in aumento rispetto all’anno scorso, quando furono 53. Ora, che non siano neanche a metà anno, sono appena dieci in meno.
«Livorno è generosa»
Secondo Lopane «Livorno, da questo punto di vista, si è sempre contraddistinta per la generosità dei suoi cittadini – spiega – essendo quarta in Italia per deposito di dichiarazioni sui trapianti. È chiaro che c’è sempre uno zoccolo duro di un 30% di persone che si oppone, però devo dire con orgoglio che qui, invece, chi dice di no è appena il 19% contro una media regionale del 30% e quella nazionale del 32%. C’è una popolazione molto sensibile su questo argomento».
Ma cosa significa tutto ciò? I donatori di organi e tessuti sono persone che hanno avuto un danno cerebrale acuto e che, per questo motivo, vengono ricoverati nei vari reparti, come può essere a Livorno neurochirurgia. Quando purtroppo non c’è più speranza di sopravvivere, i professionisti dell’Asl, si interfacciano con le famiglie laddove non sia specificato. «Ringrazio tutti i professionisti impiegati nei programmi di donazione – prosegue Lopane – perché se siamo sopra la media toscana e italiana, sicuramente, è anche merito loro, oltre che di una cittadinanza veramente molto attenta e sensibile, generosa verso il prossimo».
Il programma
L’Asl Toscana nord ovest, in Toscana, è la più avanzata fra le aziende sanitarie se analizziamo questo ambito. Lopane, da decenni, ne è il coordinatore. «L’azienda, nel panorama regionale – prosegue il medico – ha sempre dato e sta fornendo un forte contributo ai programmi regionali dei donatori di organi e tessuti. Dal primo gennaio ad oggi sono già 43 le persone che hanno potuto ricevere un organo donato da pazienti segnalati nelle strutture della nostra azienda. I nostri ospedali che sono impegnati nelle attività di donazione e trapianto sono sette: Massa, Lucca, Versilia, Pontedera, Cecina, Livorno e Piombino. Il nostro punto di forza è che tutti sono attivi nella segnalazione dei potenziali donatori, in relazione al bacino di utenza. Livorno, ad esempio, per i cerebrolesi acuti è un centro di riferimento. Il presidio di viale Vittorio Alfieri, insieme a quello di Lucca, nei numeri è stato il più importante, quello che ha pesato di più. Reputo sempre più fondamentale la collaborazione fra aziende sanitarie e, in quest’ottica, abbiamo saputo sviluppare quelle partnership importanti che le consentono di essere all’avanguardia nei programmi più di frontiera: abbiamo un rapporto con la Fondazione Gabriele Monasterio, in particolare con l’ospedale del cuore di Massa e il centro “Ecmo”, un valore aggiunto in questo ambito».
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