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In pensione il numero due delle volanti di Livorno, Alessandro Puccia: «La polizia? Una famiglia»

Alessandro Puccia
Alessandro Puccia

L'omaggio della questora Giusy Stellino: «Gli auguro un futuro ricco di soddisfazioni da dedicare alle persone a lui più care»

31 maggio 2024
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Livorno Ieri mattina il commissario della polizia di Stato Alessandro Puccia, dopo 41 anni trascorsi con la divisa blu, ha salutato i colleghi della caserma “Vittorio Labate” di viale Boccaccio. Questo lungo periodo trascorso alle dipendente dello Stato «lo ha visto impiegato principalmente tra i servizi investigativi e le volanti, delle quali negli ultimi due anni ha ricoperto l’importante ruolo di vicedirigente al fianco del commissario capo Alessio Del Gigia», che guida l’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura.

Un ritorno per Puccia in viale Boccaccio, visto che era stato il numero due dell’ufficio anche quando a guidarlo c’era l’attuale vicequestore aggiunto Claudio Cappelli, ora al comando dell’immigrazione labronica, mentre per qualche anno prima del “ritorno a casa” era stato dislocato nell’importante presidio ospedaliero della polizia, al pronto soccorso.

Puccia, durante il saluto, si è molto emozionato: «Non sarà facile, gli alamari li sento attaccati alla pelle, la mia seconda famiglia ed è la divisa che amo subito dopo le mie figlie – le sue parole – È stato un bel percorso professionale, entrato da agente termino da commissario, ricco di soddisfazioni. Posso solo ringraziare la polizia di Stato e i dirigenti con i quali ho avuto l'onore di lavorare; nel percorso ricordo con affetto il Staffa, Zerilli, attuale Questore di Belluno, Mustaro, e i questori Orazio D’Anna, Lorenzo Suraci, Roberto Massucci e l’attuale Giusy Stellino. Grazie ancora e viva la polizia di Stato»:

La questora Stellino, presente insieme ai dirigenti degli uffici e al relativo personale, nell’occasione ringrazia il suo collaboratore per il prezioso contributo fornito nel corso degli anni, «che lei ha potuto apprezzare solo dalla sua venuta a Livorno, ovvero nell’ultimo anno – spiega la questura – facendosi cosi portavoce per tutto il personale della polizia di Stato livornese nell’augurargli un futuro carico di soddisfazioni da dedicare appunto alle persone a lui care». l

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