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2023, anno difficile per il trasporto su rotaia: i numeri
Nel corso di un convegno promosso da Fermerci e svoltosi alla sala Ferretti della Fortezza Vecchia illustrati i dati relativi ai traffici dell’ultimo triennio. Espresse preoccupazioni per possibili black out nelle linee conseguenti ai lavori programmati e finanziati con i fondi del Pnrr
LIVORNO. Nella sala Ferretti della Fortezza Vecchia di Livorno si è tenuto il convegno “Il treno merci nei porti”, organizzato dall’associazione Fermerci. Hanno partecipato all’iniziativa, tra gli altri, il direttore generale dell’Associazione, Giuseppe Rizzi, il Viceministro delle Infrastrutture, Edoardo Rixi (tramite collegamento) e il presidente dell’Autorità Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Luciano Guerrieri. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di promuovere un confronto tra le istituzioni e gli operatori del settore del trasporto ferroviario merci nei porti.
Ma chi è Fermerci? L’associazione rappresenta a livello istituzionale gli interessi di tutti gli attori del settore logistico ferroviario: imprese ferroviarie, terminal ferroviari, operatori multimodali ferroviari, operatori di ultimo miglio ferroviario, costruttori di locomotive, società di leasing e manutentori di locomotive, detentori dei carri ferroviari e delle relative officine, centri di formazione del personale nel settore ferroviario. Vi aderiscono 60 imprese che esprimono un fatturato di circa 3 miliardi di euro, occupando circa dodicimila addetti, e che prevedono investimenti futuri per un totale di oltre un miliardo di euro. Il settore della logistica e del trasporto ferroviario, pur rappresentando una quota ancora minoritaria del complesso della mobilità delle merci in Europa, costituisce un comparto economico fondamentale imprescindibile di una qualsiasi politica dei trasporti che si ponga obiettivi generali di decarbonizzazione dell’ambiente, “circolarità” dell’economia, sostenibilità della circolazione delle merci e integrazione tra le diverse modalità di trasporto.
Nel corso del convegno state espresse preoccupazioni a fronte di numeri che parlano di una contrazione delle attività. Lo scorso anno, infatti, il settore ha registrato un calo de 3,2% rispetto al 2022 causato da una serie di situazioni contingenti, prime fra tutte le diverse crisi internazionali, che hanno avuto come diretta conseguenza una diminuzione dei traffici commerciali complessivi, i quali non potevano non ripercuotersi nel trasporto ferroviario.
Per Fermerci è necessario un immediato rilancio del trasporto ferroviario delle merci, adeguato all’attuale scenario logistico ferroviario europeo, coinvolgendo attori istituzionali Nazionali e Regionali e gli interventi di riforma devono essere ispirati da una visione di sistema e attuati con la cooperazione fra le differenti modalità di trasporto.
Nello specifico della realtà livornese, è emerso che per quanto riguarda l’andamento del traffico containers il triennio 2020-2022 ha registrato un sostanziale incremento, con il 2022 che è stato l’anno del picco dei volumi hinterland con un crescente contributo di MSC alla crescita dei volumi con un 40% di market share. Per quanto concerne l’andamento dei treni per traffico containers c’è stata una crescente presenza di Medlog nel porto di Livorno con +492 contro il 2021, Medlog ha effettuato +505 treni, arrivando a rappresentare il 56% di market share. Di fatto l’incremento dei treni containers del Porto è stato in larga parte trainato dalla crescente attività intermodale di Medlog. I numeri dei treni merci nei porti secondo i dati RFI sono passati da 44.404 del 2021, ai 46.615 del 2022 per scendere a 44.225 del 2023, sottolineando un calo rispetto all’anno precedente dovuto prevalentemente, come detto, alle crisi internazionali.
Come è stato sottolineato nell’incontro sarà molto importante sostenere la manovra ferroviaria attraverso un sostegno finanziario. Il settore si trova di fronte alla minaccia di interruzioni ferroviarie devastanti fino al 2026, necessarie per l'attuazione dei lavori del Pnrr sull'infrastruttura su rotaia. A meno che non vengano gestite adeguatamente, le interruzioni potrebbero infatti avere gravi conseguenze sui collegamenti. Proprio su questi aspetti, Giuseppe Rizzi, Direttore Generale di Associazione Fermerci, ha espresso non poca preoccupazione. «Una delle misure proposte, che mira a contrastare il calo del traffico ferroviario merci in ambito portuale – ha sottolineato - è quella di consentire alle Autorità di Sistema Portuale di stanziare contributi a sostegno degli operatori ferroviari che offrono servizi alle aree portuali ed è fondamentale che gli attori e le istituzioni affrontino le sfide del settore ferroviario merci italiano, lavorando in collaborazione per trovare soluzioni sostenibili per il futuro del trasporto ferroviario merci nei porti».
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