Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Livorno, muore a 70 anni il pluricampione italiano di bodybuilding

Livorno, muore a 70 anni il pluricampione italiano di bodybuilding

Tricolore cinque volte, Gino Barzacchi era il titolare della palestra “Ginnic club” di via della Posta

28 maggio 2024
3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Ha vinto per ben cinque volte il campionato del mondo di “bodybuilding natural”, quello riservato a chi costruisce i propri muscoli naturalmente, con la fatica della palestra e senza l’aiuto di sostanze chimiche. Arrivando sesto agli iridati che si svolsero, nel 1990, a New York.

Livorno perde il suo re del culturismo, Gino Barzacchi, morto nella serata di due giorni, lunedì 27 maggio, fa a 70 anni. Li aveva appena festeggiati, il grande sportivo labronico. Purtroppo dal letto dell’ospedale, dove nei giorni scorsi era stato ricoverato a causa di un tumore. Il decesso, poi, è avvenuto nella sua abitazione, in viale Città del Vaticano, circondato dall’affetto dei suoi più stretti familiari: la moglie Cinzia Novelli, la madre novantacinquenne Neda Soldaini, il fratello Mauro e la nipote Erika. «Mio zio scherzava sempre, era un uomo dalla battuta pronta – lo ricorda quest’ultima – Una persona buona, che pensava agli altri».

Il bodybuilding ha scandito fin dal principio la vita di Barzacchi, che ha iniziato a praticarlo nel 1968, quando aveva appena 14 anni. Diventando per lui anche un lavoro, visto che operava come istruttore e personal trainer nell’allora “Ginnic club”, in via della Posta. Il “Ginnic” era la sua palestra, un luogo che ha fatto la storia in città per quanto riguarda il culturismo naturale, quello che prediligeva Barzacchi.

L'amore per il body building

«Dalla fine degli anni Ottanta – prosegue la nipote Erika – era una presenza fissa lì. Poi ha continuato in altre palestre della città, tutti lo conoscevano. Era poi molto attivo su Internet con trasmissioni tv, su vari canali, sempre su queste tematiche. Una vera istituzione». Autore di diversi libri – fra cui “Il mio body building... e non solo”e “Il destino del Re” – è apparso anche in diverse pellicole cinematografiche e negli ultimi mesi stava lavorando alla sua terza fatica letteraria. Come rivela la stessa Erika Barzacchi: «Doveva essere una sua autobiografia – racconta – e la stava ultimando». «Tu puoi avere il migliore allenatore di questo mondo, il più famoso e preparato, ma sarai sempre tu il migliore allenatore di te stesso», era una delle sue massime.

Innumerevoli i ricordi sui social appena si è diffusa la notizia della sua scomparsa. «Persona straordinaria, unica, speciale – le parole di Michela Antonini – Gino era amico mio da sempre, abbiamo condiviso tanto, lo sport è stata la nostra vita. Il tuo sogno era rivedermi sui pattini, adoravi vedermi pattinare. Era in programma per giugno la trasmissione per potermi intervistare sul mio trascorso sportivo, ci tenevi tanto: purtroppo non è stato possibile. Il destino è stato crudele, non meritavi andare via avevi ancora tanto da dare alla vita». «È stato il mio primo istruttore di cultura fisica natural, la sua mitica palestra, il Ginnic Club in via della Posta ha fatto la storia della cultura fisica natural a Livorno. Condoglianze alla famiglia», scrive Stefano Quercioli. Da ieri mattina la camera ardente è allestita al cimitero della Misericordia, in via dell’Ardenza, mentre oggi, mercoledì 29 maggio, alle 15 si terrà il funerale alla chiesa di Santa Maria del Soccorso in piazza Magenta a cura delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni.


 

Primo piano
Il caso

Livorno, l’evaso dal carcere ripreso alla stazione di Roma Tiburtina