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I negozi del cuore

A Livorno Lisiana e la merceria casa degli hobby di una volta «A Shangai anche un ruolo sociale e di comunità»

di Marcello Mastrocola
A Livorno Lisiana e la merceria casa degli hobby di una volta «A Shangai anche un ruolo sociale e di comunità»

Da 33 anni in via Icilio Wan Bergher, in vetrina ha pure abbigliamento e biancheria «Nel rione tante attività in ginocchio, servirebbero incentivi per favorire aperture»

28 maggio 2024
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Livorno Una merceria è un tipo di esercizio commerciale che ricorda attività che oggi si fanno meno come cucito, uncinetto, tranne anziani e appassionati, sono poche persone che impiegano il proprio tempo in queste attività che riempivano le giornate delle nonne.

«Ma abbiamo diversificato, oggi lavoriamo tanto con abbigliamento e biancheria, e una volta, quando avevamo un fondo commerciale più ampio, anche casalinghi e ferramenta». A dirlo è Lisiana Marchesini, anima della merceria e negozio di via Icilio Wan Bergher 22, nel quartiere di Shangai.

La commerciante si racconta grazie all’iniziativa “I negozi del cuore” lanciata da mesi da Confcommercio e supportata dal Tirreno, con lo scopo di valorizzare l’identità e la qualità delle attività di vicinato.

Secondo Lisiana Marchesini: «Il commercio qui è difficile, molte attività sono veramente in ginocchio perché questo è diventato un quartiere dormitorio. Nella nostra strada hanno influito particolarmente i lavori per l’abbattimento della Chiccaia, per oltre tre anni il passeggio sul nostro marciapiede è stato pari a zero per i lavori, e il passaggio è tutto. In questa strada siamo rimasti noi con la parrucchiera e il negozio di alimentari, ma a Shangai mancano una macelleria, un negozio di scarpe, la banca, l’ufficio postale. Speriamo che i nuovi palazzi che costruiranno, che non saranno più 4 ma 3 per motivi di budget, verranno abitati da lavoratori, famiglie anche numerose che vorranno vivere il quartiere e spenderci un po' di soldi. Non manca qualche problema di ordine pubblico, con già pochi esercizi attivi e la maggior parte di essi chiusi di pomeriggio per paura di essere rapinati».

Lisiana Marchesini è attiva col suo negozio da ben 33 anni. Il ruolo del negozio di prossimità è per lei, come per tanti commercianti del quartiere della periferia nord, ben chiaro. Sono sinonimo di vita.

«Abbiamo un ruolo sociale, un fondo attivo è fattore di presenza, di vita sul territorio, come il centro civico, le scuole, la sede Svs o la stazione di polizia municipale. Certo il tipo di commercio della nostra attività è sicuramente peculiare, oggi in pochi vogliono impiegare il tempo per rammendare un calzino e vanno direttamente dal sarto cinese, che nel frattempo si è fatto furbo e ha aumentato i prezzi. Ma abbiamo una clientela affezionata e per loro siamo un vero punto di riferimento, tanti anziani, fra cui una signora ipovedente che quando ha bisogno di qualcosa vado a prenderla direttamente a casa e la porto in negozio aiutandola a prendere quello che le serve sia da me che in altri negozi qui vicino. Come pure, per i pagamenti, tanti anziani con le pensioni minime fanno fatica talvolta a pagarci e chiedono di saldare con qualche giorno di ritardo, lo facciamo, perché siamo il negozio del quartiere e loro sono gente del quartiere, ci si viene incontro, pagheranno poi. In un centro commerciale non può succedere, ma da noi si perché appunto siamo un servizio per i cittadini». Fra le possibili modalità di supporto ai negozi di Shangai avanza alcune idee: «Servirebbero sicuramente delle forme di indennizzo soprattutto per chi come noi è stato penalizzato dai lavori. Ma per fare aprire qualche altro negozio bisognerebbe convincere Casalp, che qui ha vari fondi commerciali, a chiedere meno mensilità in anticipo, so che ne chiedono 5 o 6 ed è troppo per invogliare qualcuno ad aprire un’ attività in un quartiere già difficile per il commercio».

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