Gioco
Livorno, giardinieri e manovali: così gli studenti del “Cecioni” fanno rivivere il cortile
I prof: «Attività volontaria il venerdì pomeriggio, primo merito? Aver pulito il Giardino Monumentale che era trascurato»
LIVORNO. Studenti giardinieri. Imbianchini. Rigattieri. Esperti nell’arte del riciclo. Succede al liceo Cecioni: c’è un filo rosso che unisce la loro attività scolastica al Giardino monumentale del complesso della Gherardesca (utilizzato in comune con l’istituto Buontalenti) di via Galilei. E così la cura delle piante è la parte “pratica” delle Scienze che studiano nell’aula (non a caso è proprio l’insegnante di Scienze Francesco Monelli a fare da tutor ai ragazzi) e i lavoretti realizzati, riciclando vecchi banchi o sedie malmesse, si ricollegano alla Educazione Civica. Inoltre l’abbellimento con disegni e manualità della mobilia scolastica introduce allo studio delle Arti. «È un’enorme soddisfazione vedere i ragazzi tutti i venerdì pomeriggio impegnati in queste attività», spiega la prof di Lettere Laura Gambone, coordinatrice del progetto “Vivi Cecioni”, realizzato con la Provincia. Oltre ai due insegnanti opera con loro anche l’animatrice Claudia Casini.
Il giardino
«Primo merito degli studenti – racconta Casini – quello di aver riportato “al pulito” il Giardino Monumentale nel passato abbastanza trascurato. Si sono fatti carico addirittura di costruire i cestini per i rifiuti. Non era un compito facile». E indica, tra le altre cose, quello che gli addetti ai lavori chiamano un “cerchio di scolo” e i profani “un tombino di classe” che gli studenti hanno riportato alla luce e “lustrato”.
L’organizzazione
I ragazzi sono organizzati alla perfezione. «E pensare – aggiunge Gambone – che l’attività è volontaria e non comporta alcuna “maggiorazione” in tema di voti e di giudizi. Questa integrazione tra studio e lavoro è di fatto una formazione che servirà loro anche dopo il liceo». «Gli studenti sono misti – aggiunge Casini – ovvero di classi e di corsi diversi l’uno dall’altro e questo serve ad alimentare quello che noi chiamiamo lo spirito del Cecioni». Via alla irrigazione delle piante grasse inserite nel contesto di un giardino “roccioso”, la creazione del terriccio e la cura del fico rosso sotto gli occhi del prof “botanico” Monelli. Studenti giardinieri all’opera. «Saranno montati due gazebo – aggiunge Gambone - per permettere l’attività pure sotto il solleone». All’improvviso spuntano studenti con la tuta da imbianchino: «Nei magazzini della scuola c’erano infissi in ferro di vecchi banchi: li abbiamo rimontati – spiega Monelli – e grazie agli “imbianchini” abbiamo tinto con i colori dell’arcobaleno la parte in legno da aggiungere e oggi potranno esser riutilizzati nelle aule». E chiudono: «l messaggio che vogliamo dare (diciamo la materia che vogliamo insegnare) è quella della economia circolare, l’arte del riciclo». La concezione del “non si butta via niente” e mostra orgogliosa le panche e le sedie gialle e rosse che accolgono i visitatori del parco. «Grazie alla Provincia che con la convenzione “Vivi Cecioni” ci permette per il terzo anno di svolgere questa attività e al preside Rino Bucci che crede in questi tipo di progettualità».
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