Gioco
Gli occhi sul quartiere di Corea con l' ottica Parigi-Batelli «Noi a Livorno con 60 anni di storia»
Il titolare Alessio Di Rosa: «Qui come in famiglia: portiamo nel centro commerciale lo spirito di quartiere»
LIVORNO «Vi erano tempi nei quali, avendo necessità di comprare un paio di occhiali, non scendevi, come succede oggi, sotto casa trovandoli in una farmacia o addirittura rimanendo in casa e ordinandoli su qualche sito web. In città i “luoghi deputati” erano quattro o cinque fra cui noi, Ciampi o Corcos». E quel “noi” sta per Parigi o meglio l’ottica Parigi-Batelli, fondata sessant’anni fa da quel Giovanni (Parigi, appunto) capostipite della generazione di ottici.
A parlare è Alessio Di Rosa, ultimo proprietario dello storico brand che racconta la propria attività e il valore delle attività di vicinato grazie all’iniziativa “I negozi del cuore” organizzata da Confcommercio amplificata e supportata dal giornale Il Tirreno.
«Da quel tempo ne è passata di acqua sotto i ponti e i nostri prodotti di vendita sono stati fatti propri anche da esercizi nati con altra natura commerciale. Ma penso che se il cittadino livornese volesse intelligentemente privilegiare la competenza e la professionalità debba venire da noi e non da un “supermercato” dove trovi genericamente dall’ago al carro armato», riflette ancora Di Rosa facendo un confronto tra passato e presente.
Oggi l’ottica Parigi-Batelli paradossalmente è ospitata proprio nella zona commerciale della Pam di Corea in piazza Giuseppe Saragat.
«Il negozio nacque in corso Amedeo per poi trasferirsi in quello “storico” in via della Madonna nel quale mia madre Cafiera Ghezzani ha lavorato come commessa per 40 anni. Poi lei e un altro dipendente rilevarono l’attività che passò quindi a me e al figlio dell’altro commesso Fabrizio Ambrosini. Poi sono rimasto solo io», riavvolge il filo Di Rosa.
Un filo rosso della memoria che passa dalla sua famiglia.
Ieri. Oggi. Come tutti i lavori anche questo è cambiato: «Ovviamente il lavoro è cambiato e dalla vendita degli occhiali passammo a suo tempo pure a quello delle lenti a contatto. Con l’avvento della fotografia digitale è praticamente venuto meno questo ramo di attività. Io ovviamente sono un ottico diplomato (altrimenti non avrei potuto esercitare come titolare nel negozio) ed effettuo misurazione della vista e tutto quello che la normativa sanitaria mi permette di fare».
Indaffarata nel servire i clienti al fianco di Di Rosa c’è Paola Torini, da tempo già in pensione e “richiamata in servizio” in negozio due volte alla settimana.
«Collaboratrice preziosa – le riconosce il titolare – per la sua conoscenza del settore. Senza di lei sarebbe dura».
Come altri negozi di ottica da Parigi è possibile rinnovare la patente di guida e quella nautica. «Analogamente ai tanti i settori della moda anche da noi è necessario il quotidiano lavoro di aggiornamento sulle tendenze e riteniamo di non aver fatto mai mancare a un cliente quello che ci chiedeva. Riteniamo di far onore a quel marchio “Parigi” che nacque in corso Amedeo ormai un’era fa. Per gli occhiali e non solo. Ad esempio dobbiamo aggiornarci pure sui telescopi che vendiamo ( non dello stesso tipo di allora ovviamente) dai tempi del Sor Giovanni».
E chiude pensando alle radici. A quel negozio degli albori, conosciutissimo, al quale si giungeva da Salviano o da Stagno, quasi un viaggio allora, in quanto era il negozio di ottica per eccellenza.
Cosa è cambiato da allora?
«Tutto – chiude Alessio Di Rosa – e il mondo non si può certo fermare. Dobbiamo essere pronti al cambiamento e noi negli anni ci siamo rinnovati. Certo era affascinante il pensiero del negozio familiare dove gli abitanti della via Grande passavano anche per due chiacchiere ma non si può fermare il tempo. Comunque noi quello spirito familiare abbiamo cercato di portarlo anche qui al centro commerciale della Pam di Corea e riteniamo di esserci riusciti. Se vogliamo anche in un centro commerciale si può ricostruire l’ambiente che fu del rione».l
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