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Di padre in figlio: a Livorno Baracchino calzature racconta il suo cammino lungo oltre un secolo: «Puntare sul turismo per aiutare il commercio»
Fra pelli, scarpe, suole e tomaie: l’azienda oggi ha sei punti vendita «Calore umano, professionalità, accoglienza sono i punti di forza contro i maxi distributori»
LIVORNO L’azienda Baracchino nasce nel 1923, con sei punti vendita fra Livorno, Pisa e Tirrenia. È una delle più note a Livorno nel campo del commercio calzaturiero. «Baracchino era il cognome di nostra nonna Ines – spiega Riccardo Baracchino, uno dei titolari – dopo la seconda guerra mondiale due dei suoi figli, mio padre Enrico, che oggi ha 86 anni e spesso è nel negozio, e la sorella, mia zia Ifigenia, puntarono poi sulla produzione, con un investimento artigianale su Fucecchio. Dei 4 figli di mio padre, io e Alessandro ci occupiamo oggi a tempo pieno delle attività, nel punto vendita di via Grande ci danno una mano 3 commesse, mentre nei 6 punti vendita, 4 a Livorno, collaborano con noi 14 persone».
Il lavoro del gruppo Baracchino nasce quindi da lontano, esperienza acquisita sul campo, fra pelli, scarpe, suole e tomaie. Un lavoro che si racconta grazie all’iniziativa di Confcommercio “I negozi del cuore” affiancata dal Tirreno.
«I nonni nascono ciabattini, poi a Fucecchio conciliarono produzione e vendita, con la fabbrica che dava belle soddisfazioni perché e valorizzava la sapienza degli artigiani: negli anni abbiamo fatto anche tanta attività come rappresentanti. Erano tempi diversi, prima si puntava ai materiali, al lavoro che un artigiano metteva a disposizione per trasformare con la sua creatività questi stessi materiali. Oggi invece si punta ai marchi, ai prodotti riconoscibili, che magari si è visto sui social, in tv o ai piedi di sportivi o personaggi famosi. La qualità rimane importante, ma non è l’interesse principale di chi compra. Anni fa scarpe in fibra sintetica sarebbero state considerate di scarsa qualità, oggi sono molto ricercate - e ancora - La pelle, che abbiamo visto sempre come il top per realizzare un paio di scarpe di qualità, oggi spesso è avversata: è sempre più numerosa la clientela vegana, che non acquisterebbe scarpe in pelle. Il lavoro è più difficile e spesso abbiamo una concorrenza problematica dalle stesse aziende produttrici. Potremmo vendere un numero più elevato di alcuni prodotti, ma le aziende ce ne mandano poche paia per pubblicizzare i lanci e poi vendere online».
Baracchino parla dell’evoluzione del mercato nel suo settore: «Una ricerca prioritaria del brand, e la produzione in paesi esteri dove i costi di produzione sono più bassi, i diritti e la sicurezza dei lavoratori non sono sempre la priorità di chi produce. Noi dobbiamo puntare su qualcosa che difficilmente i maxi distributori, fisici o telematici, potranno avere: il calore umano. In un negozio come quello di via Grande o di via Mentana, il cliente trova una persona che per lavoro consiglia scarpe, sa di cosa parla e immagina cosa il cliente cerchi. Noi al riguardo formiamo molto accuratamente il personale, qualcuno ne approfitterà per provare un paio di scarpe nel negozio e poi acquisterà online per risparmiare. La nostra famiglia è contraria, anche come provocazione, a far pagare un fee, un costo, a chi prova le scarpe senza acquistare niente».
Location e prospettive. «L’ubicazione di un negozio di calzature è fondamentale. Sono importanti fattori come sicurezza e decoro urbano, e al riguardo facciamo il tifo per la ripavimentazione e l’abbellimento di via Grande, cui serve una migliore illuminazione. Sulla sicurezza bisogna lavorare, in via Mentana ci sono troppi episodi spiacevoli. Riguardo alle prospettive, sono scettico sulle aperture domenicali, meno ancora le aperture straordinarie in estate. Il centro di Livorno deve invece puntare sul turismo, sui croceristi, dobbiamo saper diversificare l’offerta e renderla maggiormente attrattiva. Dobbiamo invogliare chi si imbarca per una crociera o su traghetti a dormire una notte a Livorno, per vivere la città, apprezzarne le bellezze, la cucina, visitare le vie dello shopping».l
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