Gioco
Livorno calcio, bombe carta sotto l’hotel del presidente Esciua: c’è un filmato in mano alla polizia
Accertamenti della questura dopo quanto accaduto fuori dall'hotel Rex, anche se non c’è la denuncia del presidente amaranto
LIVORNO. La polizia ha acquisito il filmato amatoriale girato nei pressi dell’hotel Rex di Antignano dopo il lancio delle bombe carta sotto lo stesso albergo dove alloggiava il presidente del Livorno calcio, Joel Esciua, che nel frattempo avrebbe cambiato sistemazione. Il broker brasiliano, che in un lungo comunicato stampa due giorni fa aveva denunciato l’accaduto, non ha comunque ancora sporto querela alle forze dell’ordine. Il video, diventato rapidamente virale sui social, risale alla tarda serata di lunedì 20 maggio, attorno alle 23. Non si sente l’esplosione dei petardi, comunque confermata al Tirreno da un’abitante della zona e dallo stesso broker cinquantanovenne, ma si vede il fumo bianco dei fumogeni accesi, sempre lì, subito dopo le deflagrazioni dei petardi. «Ma cos’è successo? – si sente in una voce fuori campo, in cui parla una ragazza – Ho visto esplodere qualcosa».
Gli accertamenti
Al momento, anche se non si ravvisano ipotesi di reato, la questura si è comunque messa in moto, visto che si tratta di un fatto di primario rilievo sociale. Innanzitutto perché è coinvolto il presidente della principale società di calcio cittadina, quella amaranto. Fra l’altro negli stessi giorni, vicino all’hotel Rex di Antignano, era stato affisso anche uno striscione con su scritto, in bianco e rosso, «Esciua via da Livorno». Un clima di protesta, che va avanti da settimane, con il presidente che ha da tempo rotto ogni rapporto con la tifoseria e anche con parte della città.
Le parole di Esciua
Esciua – prima in un lungo comunicato stampa pubblicato sulla pagina Facebook del Livorno calcio e poi aggiungendo alcuni punti salienti al Tirreno – aveva manifestato tutta la sua preoccupazione per quanto accaduto. «Sono stati tanto gravi i miei errori – le sue parole – da meritare due bombe carta sotto l’hotel dove alloggio? E mi chiedo ancora: possibile che nessuno si sia premurato di stigmatizzare gesti così gravi in una città da sempre non violenta come Livorno? Questa mancata presa di posizione è grave quanto l’atto in sé perché rischia di far passare un messaggio inquietante. Io credo che più di ogni mio personale commento, siano le immagini a parlare da sé. Non è un video girato da me o da mie collaboratori che, per fortuna, siamo arrivati una mezz’ora dopo quando raccontato dal video. Trattandosi di sport sarebbe bene, da parte di tutti, recuperare quei valori che lo sport proponga da secoli a partire dal “fair play” e il rispetto dell’avversario». Un messaggio, quello del presidente amaranto, arrivato poche ore prima della presentazione, in un teatro Goldoni tutto esaurito, del progetto “Il Livorno siamo noi”, di Andrea Locatelli. «Noi vogliamo solo l’Us Livorno, non ci sono piani B, non ci sarà mai la possibilità di dividere l’amore per questa maglia. Il signor Esciua ha fatto delle affermazioni non corrette, ho provato in ogni modo a contattarlo», alcune delle parole di quest’ultimo durante la serata, dopo che il broker brasiliano, nella stessa nota pubblicata sui social, aveva definito l’intenzione di acquisto dell’Us Livorno da parte del gruppo di imprenditori «un’Opa ostile» nei suoi confronti.
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