Gioco
Livorno, coppia consegna quattromila euro al falso maresciallo dei carabinieri
L’uomo, al telefono, prima ha allontanato il marito facendolo andare in ospedale Poi, approfittando della moglie sola in casa, si è fatto aprire la porta derubandola fingendo un incidente stradale a figlio e nipote
LIVORNO. Conoscevano i loro nomi e numeri di telefono, oltre alle identità del figlio e del nipote. Poi, fingendo un incidente che aveva interessato questi ultimi, si sono fatti consegnare quattromila euro, i faticosi risparmi delle pensioni, e alcuni gioielli. «Due collanine e una medaglia d’oro col volto di mia madre, un bellissimo ricordo che non mi ridarà mai più nessuno», racconta la donna.
Ancora una truffa in città, in questo caso non a una coppia di anziani, ma a un poliziotto in pensione di 69 anni e alla moglie sessantottenne. Il raggiro è avvenuto fra le 12 e le 12,30 di martedì 22 maggio in via San Francesco, in pieno centro. Prima via telefono, poi dal vivo. «Salve, sono il maresciallo Russo dei carabinieri – le parole del truffatore, che ha telefonato oscurando il mittente – venga al pronto soccorso perché c’è qui suo figlio». Una chiamata vaga, senza specificare il motivo dell’invito. Qualcosa di insolito da parte di un militare dell’Arma, che però coglie nel segno nell’emotività. Alla richiesta di spiegazioni ulteriori, infatti, il truffatore resta generico: «Venga qui che ne parliamo da vicino, sto finendo di compilare la relazione».
«Sono letteralmente volato da casa mia all’ospedale in bicicletta e dopo dieci minuti ero già lì – racconta l’agente in congedo – e una volta al pronto soccorso, dove c’è il posto fisso della polizia, mi sono reso conto che c’era qualcosa che non andava. Mio figlio per fortuna non era lì e ho chiesto ai poliziotti di mandarmi una volante sotto casa». Purtroppo, però, nel frattempo la moglie aveva ricevuto la chiamata di un falso avvocato, che le raccomandava di preparare tutti i soldi, rivelandole che il figlio aveva avuto un incidente insieme al nipote e che la somma serviva per ripagare i danni ed evitare conseguenze peggiori. «Nel frattempo – continua il marito – queste persone mi hanno sempre tenuto in linea e appena buttavo giù richiamavano. Non sono mai riuscito a mettermi in contatto con mia moglie. Solo alla fine, quando ormai era troppo tardi». A casa della donna, con il marito sempre in ospedale, suona un giovane dall’apparente età di 30 anni. «Indossava una maglietta corta e un paio di pantaloncini – ricostruisce la sessantottenne – e aveva l’accento campano. Chi era al telefono, sicuramente un’altra persona, non aveva alcuna inflessione dialettale. A quest’uomo ho consegnato quattromila euro che nascondevo nella cassaforte, i soldi che mi servivano per comprare una camera da letto nuova, e alcuni gioielli: due collanine e il ricordo di mia mamma».
Nel frattempo il marito ritorna a casa. Temeva il peggio: «Credevo che l’avessero presa in ostaggio – conclude – e, se è vero che ci siamo cascati, l’importante è stare bene. Quando l’ho vista viva e vegeta ho tirato un sospiro di sollievo, ho avuto molta paura». Sul caso indaga la polizia, con la Squadra mobile, dopo che gli agenti delle volanti sono intervenuti nell’abitazione per il sopralluogo post-truffa. L’obiettivo ora è dare un volto e un nome ai malviventi.
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