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Baracchine sul lungomare di Livorno, ecco i soldi per demolirne altre due. Ma il bando per rifarle va deserto

di Claudia Guarino
Baracchine sul lungomare di Livorno, ecco i soldi per demolirne altre due. Ma il bando per rifarle va deserto

Mezzo milione a bilancio per abbattere quelle all’Acquario. Al momento, prò, nessun privato è interessato a costruire le nuove

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Livorno L’obiettivo resta quello di abbattere tutte le baracchine. Possibilmente prima che crollino da sole, considerando le condizioni in cui versano attualmente. Se ne parla da anni e se n’è parlato per anni. C’è scritto anche nel masterplan, il piano (già approvato) per riqualificare il lungomare dai Cantieri a piazza San Jacopo che, in questa parte, è evidentemente ancora da attuare. «Abbiamo messo 500mila euro a bilancio per abbattere le due strutture davanti all’Acquario», spiega l’assessora al Patrimonio Viola Ferroni. «E le demolizioni, inserite nel piano dei lavori pubblici, sono previste per quest’anno», aggiunge l’assessora Silvia Viviani. Poi andranno ricostruite (questa è l’intenzione) e c’è da capire quanto possa risultare appetibile per un privato investire su carta in una struttura le cui ricostruzione sarà poi a suo carico. Questo considerando anche che la manifestazione d’interesse esplorativa indetta nei mesi scorsi dal Comune è andata deserta.

Il progetto

Ormai è noto da tempo che le baracchine – dopo la demolizione del Tiburon ne sono rimaste cinque – abbiano problemi che se non sono strutturali ovunque poco ci manca. Nel tempo, infatti, sono crollati soffitti e scale. E le transenne hanno inesorabilmente preso possesso delle piazzette. Il piano del Comune per queste strutture prevede che siano tutte demolite e che ne siano ricostruite tre, su due piani con possibile terrazza e rivolte verso il mare: una davanti allo Scoglio della Regina, una davanti al moletto Nazario Sauro e una davanti all’Acquario. A tutto ciò si dovrebbe arrivare attraverso due step: demolizione e ricostruzione.

Il bando

E se la prima è in capo al Comune, la seconda finisce in carico ai privati. Attraverso un bando di partenariato pubblico-privato, infatti, sarà chi ottiene la gestione a dover realizzare la struttura, realizzando un progetto disegnato sulle linee guida del masterplan. Il costo dei lavori – che per ogni baracchina potrebbe superare il milione di euro – sarebbe poi scomputato dal valore della concessione. Questo, quanto meno, è l’attuale programma. Ma il meccanismo ha un qualche seguito? «Alla fine dello scorso anno – spiega Ferroni – abbiamo indetto una manifestazione di interesse per capire se qualcuno avesse interesse a realizzare progetti negli immobili comunali al momento inutilizzati». Un avviso molto generico, questo, non focalizzato sulle strutture del lungomare. Ad ogni modo «sulle baracchine non sono state presentate manifestazioni di interesse».

Giù due strutture

Ma non per questo il piano è stato abbandonato, dato che – ha spiegato Ferroni – a bilancio ci sono 500mila euro per le demolizioni di due baracchine. La cifra a sei cifre è dovuta al fatto, spiega Viviani, «che le baracchine non possono essere semplicemente demolite». Non basta, cioè, passare con la ruspa e spianare tutto, ma «vanno disassemblate. Poi i pezzi devono essere portati via e smaltiti. Vanno inoltre calcolati eventuali imprevisti, per esempio sulle fondamenta, come accadde nel caso dell’ex Tiburon». Tutto ciò sarebbe previsto per quest’anno, ma la demolizione non inizierà prima dell’estate. Anche perché «si creerebbero disagi». l

Cla. Gua.

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