Gioco
Tre truffe dello specchietto a Livorno: volontario ne sventa una in Coteto
Il racconto di Mario del Nero, storico soccorritore della Croce rossa italiana: «Mi sono finto un poliziotto ed è scappato»
LIVORNO. Aspettano di essere affiancati dall’ignaro automobilista. Poi, «provocando un rumore simile al colpo di un pugno sulla carrozzeria», fanno finta di essere stati vittima di un incidente stradale. È emergenza truffe dello specchietto in città, con tre casi in pochi giorni. Il primo in via Abruzzi, in Coteto, dove un giovane dall’apparente età di 30-35 anni ha cercato di raggirare un volontario livornese della Croce rossa italiana, il settantunenne Mario del Nero, che però non solo non ci è cascato, ma l’ha pure spaventato facendolo scappare fingendo di essere un poliziotto in pensione. «Stavo andando a Cecina, mi trovavo proprio accanto alla scuola pubblica del quartiere – il racconto del soccorritore labronico, colonna portante del comitato di via Lamarmora e danni presenza fissa sui mezzi e le ambulanze dell’associazione – quando questa persona ha fatto come uno schiocco, un qualcosa che non saprei descrivere meglio, proprio mentre la affiancavo alla guida: sembrava quasi che avesse tirato un pugno contro la carrozzeria. Ho controllato la mia macchina, fra l’altro nuova di zecca, e non avevo neanche un graffio. Quindi non c’era stato alcuno scontro. Lui, invece, insisteva di essere stato colpito».
Del Nero non ha mollato il punto. Consapevole di avere ragione. «Gli ho detto che se riteneva di aver subito dei danni facesse il Cid – prosegue il volontario – poi ho aggiunto che sarebbe stato meglio chiamare i carabinieri. Allora lui ha cercato di finirla lì, proponendomi di pagare 50 euro. Gli ho risposto che ero un commissario di polizia, circostanza non vera, e che comunque con 50 euro in carrozzeria non avrebbe riparato alcunché. Allora, di fronte alla mia insistenza, si è dato alla fuga».
Il giovane era moro, con la barba bianca, aveva un’apparente età di 30-35 anni. Guidava una Volkswagen Golf bianca ed era da solo. «Se era livornese? Non lo so – sottolinea del Nero – sicuramente era italiano, ma labronico non saprei, perché parlando non aveva un accento particolare. Francamente la provenienza non sono riuscito a capirla».
Un altro caso ha visto protagonista una famiglia tedesca che, domenica scorsa, si stava per imbarcare in porto alla volta della Sardegna. Un’Audi bianca, in questa circostanza, ha affiancato i vacanzieri del Centro Europa per cercare loro di spillare qualche soldo. Ma anche stavolta, consapevoli di avere ragione, hanno chiamato il 112 e fatto delle foto all’auto, inquadrando la targa. Ora, grazie a loro, i carabinieri hanno in mano le immagini dei probabili truffatori, persone che sarebbero arrivate da fuori Livorno sempre per realizzare la truffa dello specchietto. E nelle stesse ore, ai militari dell’Arma, è arrivata un’altra denuncia. «Il mio consiglio – conclude del Nero – è di restare tranquilli e chiamare sempre le forze dell’ordine, ad esempio anche la polizia municipale, perché pur essendo un banale incidente, in realtà, questa è truffa bella e buona. Queste persone non devono avere la possibilità di guadagnare sulla pelle di chi si spaventa o reagisce in modo emotivo a un falso sinistro stradale».
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