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Livorno, video girato in classe: a scuola scatta il divieto di cellulare con i "raccoglitori", cosa sono e come funzionano

di Luca Balestri
Livorno, video girato in classe: a scuola scatta il divieto di cellulare con i "raccoglitori", cosa sono e come funzionano

I rappresentati d’istituto contrari alla decisione della dirigente: «È proibizionismo, e i prof lo usano in classe»

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LIVORNO. Nella scuola che fu di Mascagni, Modigliani e Ciampi stop ai telefonini. Al liceo Niccolini Palli di Livorno i cellulari in classe non possono essere utilizzati. E neanche nel resto della scuola. Secondo Teresa Cini, dirigente scolastica del liceo, è bene ribadirlo, anche ora che l’anno scolastico si sta chiudendo. Ed è quello che la preside ha fatto, tramite un avviso sulla bacheca del registro elettronico. «Ho ribadito le circolari ministeriali, non ho fatto niente di nuovo», sottolinea la preside.

La spiegazione e il "caso"

La posizione di chi dirige l’istituto è chiara: «Non c’è niente di diverso rispetto a quello che abbiamo sempre detto. La posizione non è la mia, ma è quella condivisa con tutto il collegio docenti», specifica la dirigente. Ma come mai il divieto di utilizzare il cellulare rispunta proprio a meno di un mese dalla fine della scuola? «In una classe c’è stato un episodio in cui dei ragazzi hanno preso dei cellulari, approfittando del cambio dell’ora. E uno di loro ha fatto una ripresa di una situazione che non mi è piaciuta per nulla –spiega la dirigente-. Prendersi la libertà di usare il cellulare, dal momento in cui è vietato, non va bene». Anche se avessero filmato altri tipi di situazioni, per la scuola non sarebbe cambiato niente: il cellulare in classe è nocivo per studenti e studentesse. «Purtroppo a volte vediamo gli alunni girare con il cellulare in mano a ricreazione, e neanche questo va bene. Da noi il cellulare si spegne alle 8 e si riaccende alle 13 –continua Cini-. I ragazzi e le ragazze hanno bisogno di stare liberi con il pensiero e di non deconcentrarsi».

La regola

Al Niccolini Palli i ragazzi quando arrivano in classe dovrebbero spegnere i loro dispositivi. «Ma va da sé che duranti i cambi dell’ora, visto anche che a volte devono cambiare il plesso, gli insegnanti possano ritardare. E i collaboratori scolastici non riescono a controllare tutte le aule», spiega la preside. Che già pensa a una nuova soluzione per il prossimo anno, per poter gestire meglio l’utilizzo dei cellulari in classe. «Dal prossimo anno ci saranno degli organizzatori a parte. Ogni tasca di questo nuovo strumento avrà un numero, e al numero verrà abbinato un cellulare. È un accorgimento in più, ma per farlo funzionare ci vuole anche il buonsenso», chiude Cini.

Cosa pensano gli studenti

Gli alunni del Niccolini sono d’accordo con gli organizzatori a parete. Ma vogliono comunque poter usare il cellulare in classe, per scopi didattici. «L’utilizzo di raccoglitori attaccati al muro sostituisce col proibizionismo la corresponsabilità di studenti e docenti – si legge in un comunicato dei rappresentanti d’istituto-. Gli studenti sono infatti in grado di comprendere quando lo smartphone possa essere utilizzato o meno, in funzione dell’attività che si sta svolgendo in classe». Per gli studenti il proibizionismo non è, dunque, la strada giusta, dato che ormai i cellulari sono parte imprescindibile della loro vita. «Proibire l’utilizzo degli smartphone anche durante il cambio dell’ora e della ricreazione appare come un disperato tentativo di imporre una forma di socialità “sana” che non si confà ai meccanismi contemporanei», continua il comunicato. Inoltre, i liceali ci tengono a sottolineare che il meccanismo per cui oggi si è spesso attaccati al cellulare non è tipico soltanto di chi in classe sta nei banchi. Ma anche di chi siede in cattedra: «Non si pensi che tutti i docenti a lezione tengano il cellulare il proprio cellulare lontano da sé o lo utilizzino solo per motivi di lavoro», si sottolinea nel comunicato.

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