Gioco
Bentornata Porta San Marco: Livorno riabbraccia il baluardo risorgimentale
Riaperta dopo anni e illuminata: torna a vivere. Il sindaco: «Valorizzazione della nostra storia e ci riappropriamo della piazza la sera»
Livorno Riaperta dopo tanti anni. E illuminata. Una luce sulla storia risorgimentale della città e sulla monumentale bellezza. Bentornata Porta San Marco, col suo imponente leone che la sovrasta.
«Con l’intervento della Porta San Marco e della sua apertura principale, la luce entra simbolicamente all’interno nella città permeando, con le sue tonalità, le bellezze della nostra città», commenta con soddisfazione il sindaco Luca Salvetti.
Per il 175esimo anniversario della Difesa di Livorno contro gli austriaci accade “la magia”. Di luci, sì. Ma soprattutto di riapertura. Che per l’amministrazione è anche sinonimo di una sicurezza maggiore là dove regnava la penombra. E quindi i bivacchi serali.
Tornare a varcare la soglia, significa varcare la storia. Perché quella monumentale Porta ha un passato grandioso: fu costruita tra il 1835 e il 1840 su progetto di Alessandro Manetti e Carlo Reishammer per ampliare i confini del porto franco di Livorno, inserita tra piazza San Marco e Piazza Battelloni e costruita nella prima metà dell’800 a seguito della decisione del Granduca Leopoldo II.
E nel passato bellezza chiamava altra bellezza. Perché la Porta San Marco rappresentava anche un solenne ingresso per chi arrivava nella città labronica con il treno. In quel capolavoro che era la vicina stazione San Marco. Intorno al 1840, infatti, viene costruita infatti quella che si chiamava stazione Leopolda, cioè il termine della nuova strada ferrata Firenze – Pisa – Livorno, oggi terra di nessuno.
Ma intanto torna a vivere la “sua” Porta. Di impatto anche la luce diffusa sul prato antistante che ne valorizza il contesto complessivo frontale, si riflette sulle mura stesse della Porta valorizzando i due torrini cilindrici ed i bassorilievi laterali della porta. Tali faretti sono gestiti da specifica centralina elettronica tale da permettere la creazione di vari scenari illuminotecnici in funzione degli eventi specifici che dovessero rappresentarsi.
«L’intervento si configura all’interno di un percorso illuminotecnico monumentale che l’amministrazione sta portando avanti da qualche anno, ed avente la finalità di valorizzare i numerosi beni storici della città riportandoli ad uno splendore e ad una bellezza anche in ambito serale», dicono da Palazzo.
Sono stati effettuati interventi illuminotecnici all’edificio della Barriera Margherita, al Palazzo Comunale di piazza del Municipio, al monumento a Ferdinando III ed al Monumento a Leopoldo II in piazza della Repubblica, al monumento a Giuseppe Garibaldi in piazza Garibaldi, al monumento dei Quattro Mori in piazza Micheli, al Fosso Reale nel tratto degli Scali D’Azeglio, al Voltone di Piazza della Repubblica sul Fosso Reale, il monumento al Pensatore, il Mercato Centrale del Buontalenti al ripristino dei faretti segna passo del viale Italia, all’installazione delle luci sotto le palme del viale Italia.
La Porta San Marco è maestosa. Imponente. Con suo leone sovrastante di San Marco, opera in marmo dello scultore Nencini. La concessione del servizio di Illuminazione stipulata con la mandataria Engie Servizi Spa ha reso possibile l’avvio di gran parte delle progettualità. Per tale installazione sono stati utilizzati specifici apparecchi Led ad Rgbw, dando così l’eventuale possibilità di creare scenari cromartici diversi che possano garantire una migliore illuminazione e un risparmio energetico. «L’intervento della Porta San Marco – va nei dettagli Salvetti – rientra nei lavori offerti dal concessionario con la copertura derivante dai risparmi degli efficientamenti energetici: l’importo ammontava nell’offerta tecnica della Engie a 25mila euro a questi vanno aggiunti circa 10mila euro per manutenzione pulizia delle mura, del Leone e degli spazi subito dopo la porta».
Per enfatizzare l’illuminazione della statua del leone e delle targhe commemorative poste sulle mura, sono stati previsti specifici proiettori a luce Led con colorazione sia bianca che Rgb con specifiche gradazioni e schermi antiabbagliamento, gestiti tramite apposita centraline elettroniche per la creazione di scenari. I proiettori sono stati installati ai lati della statua sul piedistallo in pietra su cui è adagiato il leone, mentre il terzo a servizio delle targhe commemorative è stato posizionato nella aiuola davanti. E spicca la volta in ghisa sorretta da colonne in metallo, infatti il ferro che fu impiegato come elemento portante svolge anche funzione decorativa ponendo l’opera all’avanguardia nell’ottica dell’architettura del XIX secolo. «Tali interventi riconfigureranno decoro e bellezza notturna agli spazi esterni che potranno caratterizzarsi di una maggiore fruibilità serale, facendo altresì assumere alla città sfumature e connotati di romantica bellezza. Questo tipo di illuminazione ha, per sua natura, non tanto uno scopo funzionale, quanto uno scopo emozionale, volto cioè a dare alla città una identità notturna, che possa comunicare al cittadino sicurezza, rilievo, ospitalità e soprattutto valorizzazione architettonica», continuano dal Comune. E si parla di paesaggio urbano. «Questo progetto di città si propone l’ambizioso compito di ridisegnare con la luce il paesaggio urbano di Livorno. Prima dell’intervento non possedeva una sua illuminazione specifica che tenesse in considerazione del complesso monumentale della Porta», chiudel
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
